La polemica è l’ultima carta di quelli che non vogliono perdere

Quando la polemica diventa stucchevole artificio dialettico per creare imbarazzo, le parole sono provocazione e trappola. Può accadere anche che essa sia il gesto avvilito di chi non si rassegna a riconoscersi perdente. A queste dinamiche può essere ricondotto il racconto del vangelo di Luca di questa domenica (Lc 20,27-38). Il quesito, stizzito e petulante, […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.