La graffiante periferia di Renaud suonata da Monti

La graffiante periferia di Renaud suonata da Monti

Giangilberto Monti torna a esplorare la chanson francese, dopo Vian, Ferrè, Gainsbourg ora tocca a Renaud. Refrattario agli intellettualismi, figlio della banlieu parigina Renaud Sèchan con gusto per lo sberleffo e caustica ironia scava la realtà, ne sottolinea contraddizioni e ipocrisie con parole precise. Le sonorità grezze degli inizi si sciolgono col tempo nel pop-rock […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.