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domenica 04/12/2016

Italicum, la promessa è già tradita: nessuna riunione Pd

Nell’accordo siglato con Cuperlo c’era l’impegno a convocare il partito. Ma non si è fatto
Italicum, la promessa è già tradita: nessuna riunione Pd

Il 4 dicembre è arrivato e l’accordo tra Renzi e la minoranza Pd sulle modifiche alla legge elettorale è rimasto un pezzo di carta. Non che ci si aspettasse chissà che: ma un passaggio in direzione, una riunione coi gruppi parlamentari, un’assemblea nazionale, ecco, qualcosa del genere almeno sì. Lo avevano scritto loro, i cinque della “commissione”, in calce al documento di un mese fa: Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Luigi Zanda, Ettore Rosato e Gianni Cuperlo. Anzi, era stato proprio Cuperlo, ambasciatore della minoranza nel gruppo, a proporlo.

Erano i giorni della Leopolda, primo weekend di novembre, e il premier voleva lo scalpo dell’accordo interno al Pd. I riottosi del partito da mesi puntavano il dito contro l’Italicum e il “combinato disposto” della riforma: in sintesi, dicevano, la legge elettorale iper-maggioritaria amplificherà i rischi della concentrazione di poteri che il ddl Boschi già porta con sé.

Così, la promessa di cambiare l’Italicum (che nel frattempo era diventato scivoloso pure per Matteo: i ballottaggi, dicono le ultime tornate, li vince sempre il M5S) è diventata l’arma con cui disinnescare la protesta dei democratici. Cuperlo si è offerto come mediatore, la commissione dei cinque si è riunita tre volte e alla fine, a Leopolda in corso, è arrivato l’annuncio: la “migliore legge elettorale del mondo” sparirà. Prima di firmare, però, Cuperlo aveva chiesto qualche garanzia in più. L’ipotesi di avviare la discussione in Parlamento è stata esclusa in partenza: troppo poco il tempo a disposizione, inesistente la volontà delle altre forze politiche di sedersi al tavolo prima del referendum. Così, Cuperlo si è accontentato della soluzione interna: una riunione del partito e dei gruppi, prima del 4 dicembre. Eppure, oggi aprono i seggi e di convocazioni neanche l’ombra. Chi non ha seguito Cuperlo nella pax renziana, ora gongola: “È andata a finire esattamente come avevamo previsto – dice il senatore bersaniano Federico Fornaro –. Quel foglio di carta è stato utile solo per la propaganda. Il 4 dicembre l’unica legge elettorale vigente è l’Italicum. Tutto il resto sono parole vuote”.

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