La raccolta delle schede si è chiusa giovedì: ma le disavventure del voto degli italiani all’estero continuano. Quest’ultima è la storia di un ingegnere matematico di 31 anni, Simone Rinco, che dal maggio 2015 si è trasferito per lavoro a Oxford, nel Regno Unito. Simone ha dato notizia al consolato italiano di essersi trasferito in Inghilterra nell’aprile scorso. Una decina di giorni fa, si è visto recapitare a casa la famosa lettera con cui Matteo Renzi fa propaganda per il Sì: del plico elettorale, invece, nessuna traccia. Così, ha avvertito i genitori, i quali hanno scoperto che Simone risulta ancora residente a Sesto San Giovanni, nell’hinterland milanese, la sua città natale. Insomma, la sua registrazione come residente all’estero non è mai andata a buon fine: eppure la letterina spedita dal premier gli è arrivata lo stesso. Uno sforzo vano, quello del segretario Pd, perché l’ingegnere matematico senza plico non ha potuto votare.

La domanda è: se Simone risulta ancora cittadino residente in Italia, come è stato possibile che la missiva renziana sia arrivata lo stesso al suo indirizzo di Oxford? Insomma, Poste italiane deve aver assoldato dei detective per sapere che un nostro concittadino ancora residente qui viva in realtà nel Regno Unito. “Gli unici che potevano saperlo sono quelli del consolato, quindi l’informazione potrebbe essere uscita da lì, ma questa naturalmente è solo un’ipotesi e sarebbe molto grave. Sta di fatto che a mio figlio la lettera di Renzi è arrivata puntuale, mentre la scheda per votare non si è mai vista”, racconta Dario Rinco, padre di Simone, che su questa vicenda ipotizza due reati. “In primo luogo c’è una violazione della privacy, perché si è andati a cercare un’informazione su dove realmente mio figlio viva. Dall’altra, per questo mancato cambio di residenza, la cui responsabilità è del Comune di Sesto, a mio figlio è stato negato il diritto di voto”, aggiunge il padre di Simone.

L’email certificata con cui il consolato italiano avvertiva l’anagrafe del Comune del cambio di residenza, infatti, non si trova. “Per questo faremo un esposto contro il Comune di Sesto”, avverte il signor Rinco.