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sabato 15/07/2017

Gli orti concessi dal Papa sequestrati dalla Digos

In un quartiere periferico di Roma Bergoglio aveva benedetto l’iniziativa
Gli orti concessi dal Papa sequestrati dalla Digos

“Stamattina quando mi sono alzato verso le sette avevo un pensiero fisso: senza dir niente a nessuno, sono entrato dentro il casale e sono salito sul tetto. Ho tanti animali io, i polli, i tacchini, i maiali, le caprette, le pecore e ci sono 250 orti, chiusi dai sigilli, che nessuno può innaffiare. La preoccupazione mia sono gli animali e sti orti che vanno in malora.”

Ieri mattina Omero Lauri, uno dei fondatori del Ram – Resistenza abitativa metropolitana – aveva le stesse preoccupazioni di un contadino: la terra, gli animali. Quindi si è arrampicato per protesta sul tetto della cascina di Torre Maura che da anni occupa con il suo movimento portando avanti un progetto di orti urbani popolari ed è rimasto lì, per nove ore, sotto il sole, per opporsi ai sigilli posti dalla polizia per occupazione abusiva.

Non ha radici contadine Omero. È un leader storico dei movimenti di lotta per la casa. Ma nel 2014 torna alla terra e con il suo movimento decide di occupare un casale e dei campi in rovina da oltre 50 anni, di proprietà del Vaticano, Capitolo di Santa Maria Maggiore. Porta avanti un progetto sociale per preservare spazi verdi urbani assegnando gratuitamente orti a famiglie, pensionati, disoccupati per permettere la coltivazione diretta e l’autoconsumo dei prodotti agricoli. Sono nati così gli “Orti del Popolo”, un tentativo di ridare senso e tessuto sociale a un quartiere della periferia più estrema di Roma.

Ieri era Cinzia, la moglie, a fare da collegamento tra l’uomo sul tetto e la Digos davanti al casale. “Già nel 2014 provarono a sgomberarci – spiega, – ma durante l’assedio della Celere io corsi a chiedere aiuto a Don Marco, il parroco di zona, che si trovava con alcuni Cardinali. Ho spiegato il nostro progetto sociale. Dopo poco tempo, qualcuno, non sappiamo chi, chiamò un dirigente della questura dicendo loro di non mandarci via”. Il progetto riparte, i terreni vengono bonificati e assegnati 250 orti. I due chiedono alla Digos un incontro con il Vaticano che regolarizzi il loro percorso. L’occasione di presenta quando Papa Francesco va a Tor Sapienza: inaugura una chiesa col Cardinal Vallini. “Municipio e Questura organizzano l’incontro” dice Cinzia mostrandoci le foto che li ritraggono con Bergoglio. “Era d’accordo con noi: la Chiesa ha troppe ricchezze, bisogna aprire ai poveri. Da questo momento è nato un tacito consenso e il Vescovo Konrad è stato delegato a supervisionare ogni stato di avanzamento lavori”. Oggi è dall’Apsa l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica che viene la richiesta di sgombero delle terre.

Arriva Don Marco, il parroco, e Omero scende con la promessa che martedì prossimo il magistrato che ha posto i sigilli ascolti la loro storia: “Questi sono quartieri dove le istituzioni non hanno mai un progetto, non c’è un cinema, non c’è una biblioteca – dice Omero – Ora speriamo che Bergoglio ci venga a trovare e il magistrato sia rapido. Se aspetto i tempi delle procedure me more tutto”.

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“L’immediata sospensione dei lavori già iniziati e lo spostamento del costruendo depuratore in sito diverso, più idoneo e soprattutto lontano dalla costa, così come finalmente indicatole dall’ultima delibera comunale di Manduria, che ha di fatto recepito le indicazioni e la volontà di migliaia di persone che da anni scendono in piazza a protestare civilmente e pacificamente”. Così Romina Power in una lettera al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Rientrata apposta in Italia dagli Usa, dove risiede, l’attrice che ha scelto quella zona, a ridosso della Riserva naturale, tra le mete delle sue vacanze estive, è tornata ad occuparsi ancora una volta del depuratore di Urmo/Specchiarica, a ridosso di una zona protetta e a poche centinaia di metri dalla costa. “Ci appelliamo ancora una volta a lei – scrive Romina Power a Emiliano – in quanto autorità super partes ma moralmente, legalmente e tecnicamente coinvolta nella vicenda che riguarda il depuratore che, se realizzato, comporterebbe seri rischi per la salvaguardia del mare, del territorio e del turismo di uno dei siti più belli che l’Italia possa vantare. Lei non può ignorare la volontà popolare. Ci dimostri che ama veramente la Puglia”.

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