L’intervista

Giuseppe Conte: “Mai aiuti ai grandi evasori, vale il contratto di governo”

Il premier - Il Consiglio dei ministri che deve decidere sul condono? “Nessuna crisi, faremo una nuova deliberazione”

20 Ottobre 2018

Presidente Conte, che versione del condono avete approvato nel Consiglio dei ministri? La bozza che abbiamo noi giornalisti, datata 16 ottobre, con lo scudo sul riciclaggio?

Siamo entrati in Cdm subito dopo aver concluso l’accordo politico sulla ‘dichiarazione integrativa’, l’ormai famoso articolo 9, nella consapevolezza che la sua traduzione tecnico-giuridica sarebbe stata formulata successivamente. Nel testo che avevamo sul tavolo del Consiglio l’articolo 9 era in bianco. Un testo normativo viene spesso rimaneggiato nel passaggio tra uffici della Presidenza, ministero dell’Economia e Ragioneria e, infine, Quirinale. Nel corso del Consiglio mi è stato recapitato un foglio con una prima formulazione giuridica dell’accordo. Questo foglio non è stato distribuito a tutti i ministri, sono stato io a sintetizzare i termini dell’accordo politico raggiunto, nella consapevolezza che il testo che avevo tra le mani andava poi verificato sul piano tecnico. Già a caldo ho segnalato alcune correzioni che andavano apportate per renderlo aderente all’accordo raggiunto.

Lei è garante dell’equilibrio Lega-M5S sulla base del Contratto di governo. Un condono con scudo penale è compatibile? O bisogna tornare alla versione originaria, aiuti solo per chi ha dichiarato i redditi ma non ha pagato le tasse per difficoltà economiche?

La ‘pacificazione fiscale’ serve a consentire ai contribuenti di azzerare le pendenze e di accedere al nuovo sistema, che contempla un ‘fisco amico’. L’accordo politico raggiunto ha l’obiettivo di permettere a chi ha avuto difficoltà oggettive di regolarizzare la sua posizione con il fisco, non vale certo a favorire i malfattori. Neppure gli esponenti della Lega, negli incontri politici preliminari, hanno mai manifestato l’intenzione di premiare i grandi evasori.

Perché la Lega tiene così tanto alla questione del riciclaggio?

La Lega e il Movimento 5 Stelle hanno a cuore i cittadini onesti e vogliono perseguire duramente chi pratica il riciclaggio. Torneremo in Consiglio e chiariremo questo passaggio pervenendo a una soluzione che, come nelle intenzioni iniziali, mira a offrire ai contribuenti la possibilità di mettersi in regola senza alcun favore ai grandi evasori.

Quale compromesso proporrà lei nel Consiglio dei ministri di oggi?

Non offrirò un compromesso. Dopo avere rivisto il testo normativo e averlo coordinato al suo interno, lo riporterò in Consiglio perché sia effettuata una seconda deliberazione, che potrà anche apportare modifiche. Se ci sono dei dubbi di natura tecnica o se sorgessero dubbi di natura politica potremo anche intervenire su di esso. In questi giorni ci sono state fibrillazioni, ma rimaniamo una compagine coesa e responsabile.

Quali sono i suoi rapporti con Salvini? C’è la possibilità di una crisi di governo?

I miei rapporti con Salvini sono ottimi. Parliamo, ci confrontiamo e agiamo di conseguenza. Salvini ha già detto che ci sarà e io lo aspetto, come aspetto tutti gli altri ministri. Una crisi di governo non è assolutamente nell’ordine delle cose.


Ha pensato di dare le dimissioni?

Il mio lavoro è appena iniziato. Ci aspettano ancora tante azioni da compiere e obiettivi da raggiungere. Fin dalla sua formazione, questo governo si è contraddistinto per unione e serietà di intenti. Non può essere un passaggio, pur critico, a mettere in discussione il cambiamento che stiamo apportando al Paese.


Cosa le hanno detto a Bruxelles sulla manovra a fronte delle sue rassicurazioni? La bocciatura della Commissione è netta e inevitabile, il giudizio dei mercati arriva ogni giorno.

Molti dei miei interlocutori sono rimasti colpiti dalla mole di riforme che stiamo realizzando. Angela Merkel, per esempio, ha molto apprezzato la riforma sull’anticorruzione. Nel corso dell’euro-summit nessuno ha messo sul banco degli imputati l’Italia. Sono stato io a illustrare le linee fondamentali e alcuni dettagli della nostra manovra economica. Ho richiamato i dati che dimostrano che le ricette economiche del passato hanno compromesso la crescita. I nostri partner europei sanno che devono essere gli organi della Commissione a interloquire con il governo italiano ed è per questo che si sono perlopiù astenuti da improvvidi commenti.


Quanto la preoccupano i mercati? La soglia di panico è lo spread a 400?

Non esiste alcuna soglia di panico. Ciò che mi sta a cuore è il futuro degli italiani. Dobbiamo rispettare gli impegni presi con loro, riassunti nel contratto di governo, in un quadro di sostenibilità finanziaria che ci assicuri le risorse necessarie a realizzare le riforme programmate.


Toglierete il condono per le case abusive di Ischia?

Con il decreto Emergenze non si introduce alcun condono a Ischia né si riaprono i termini di quelli precedenti. Noi ci siamo trovati di fronte a circa un migliaio di edifici sull’isola danneggiati dal terremoto del 2017. Va chiarito quanti di questi immobili avevano già fatto domanda di condono in passato e se non a norma, se non avranno i requisiti in regola, non sarà loro riconosciuto alcun risarcimento. Ma se non verrà regolarizzata la posizione di questi immobili, non potranno essere riconosciuti i fondi per la ricostruzione post sisma. Questa è la nostra priorità. Il Parlamento avrà modo di modificare la norma, qualora lo ritenesse necessario.


Lei si aspetta le dimissioni di Tria dopo l’approvazione della manovra?

A questa domanda il ministro Tria ha già risposto. Dopo il duro lavoro e le numerose riunioni per elaborare la manovra sarebbe da ‘masochisti’, uso le sue parole, dismettere l’incarico.


Tap, Tav e Terzo Valico: come finirà?

Sto studiando i dossier sulle grandi opere. Ci siamo trovati di fronte a lavori già avviati che hanno reso strettissimi i margini di manovra. L’analisi costi-benefici su Tav e Terzo valico è ancora in corso, al termine faremo le opportune valutazioni. Sul Tap abbiamo ascoltato tutti, come non era mai successo in questi anni. Io stesso ho incontrato due volte gli amministratori locali e le comunità territoriali. Ora attendiamo l’esito di un’ultima verifica presso il ministero dell’Ambiente e poi comunicherò la decisione del governo.


Conferenza sulla Libia. Quali sono le vostre aspettative?

Vogliamo offrire a tutti gli attori libici, con l’ausilio della comunità internazionale e a sostegno dell’operato delle Nazioni Unite, l’opportunità di parlarsi e di trovare una soluzione che consolidi il processo democratico e contribuisca alla stabilizzazione del Paese.

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