Come molti sanno, il presto 62enne Maurizio Gasparri è la prova vivente di come la Teoria dell’evoluzionismo di Darwin abbia non poche falle nel sistema. Luttazzi diceva che Gasparri è l’unico convinto che le sliding doors dei supermercati si aprano solo per coincidenza quando ti avvicini, e verosimilmente non era una battuta. Costante vittima di se stesso, dotato di una voce drammaticamente borbottante nonché intriso di una sfavillante incapacità trasversale che lo accompagna pressoché ogni giorno, Maurizio “The Man” Gasparri – anche se non sembra – è vicepresidente del Senato. E già solo questo fa capire come l’Italia non abbia speranza alcuna di redenzione. Studiosi di ogni Paese si arrovellano da anni attorno a due dilemmi. Il primo: quando Gasparri insiste sul fatto che sua moglie lo ritiene affascinante perché “somiglio ad Al Pacino”, scherza o asserisce il vero?

Il secondo: Gasparri ha mai detto qualcosa di sensato? Pare di no, anche se nel settembre del 2017 lo studioso Stanislas Thelonius Bottazzi dell’Università dell’Ohio ha scoperto – dopo lunghissime ricerche – dei fonemi gasparriani mediamente sensati. Poi però si è scoperto l’arcano: a parlare non era Gasparri, ma Neri Marcorè che lo imitava.

Sabato sera, dopo che Pierfrancesco Favino aveva magistralmente interpretato a Sanremo il monologo tratto da La notte prima delle foresta di Bernard-Marie Koltès, Gasparri ha dato ulteriore prova della sua attività faticosamente mono-neuronica: “Penoso #Favino”, ha cinguettato. Gli ha fatto eco, in un parossismo di niente, Matteo Salvini, non per nulla suo alleato. Per un tizio che ha dato il nome a una legge (chiaramente orrida) che lui stesso pare non aver neanche letto e men che meno capito, tali mirabili elargizioni di scibile non stupiscono. Del resto, proprio su Twitter, Gasparri sa dare il meglio di sé. Che peraltro non esiste. Qualche esempio. Parlando di Giorgia Meloni, Maurizio “The Man” scrive: “È figlia della destra e proprio per quello le chiesimo la disponibilità”.

Di fronte allo zimbellamento generale (uno dei tanti) per quel verbo sbarazzino, lui dà coraggiosamente la colpa a uno stagista e lo caccia. Un utente gli manda poi la foto di Jim Morrison, spacciandolo ironicamente per un criminale clandestino: Gasparri ci casca come una pera cotta e dice che è “una vergogna”. Quando poi gli fanno notare che quello lì è (stato) una delle rockstar più note al mondo, si vanta di non conoscerlo. Insulta quindi una fan di Fedez (da lui chiamato “cosodipinto”), irridendola per il peso e scrivendo: “Meno droga, più dieta, messa male”. Per molto meno un politico verrebbe cacciato, ancor più con la faccia (e lo sguardo) che si ritrova Gasparri, ma in Italia è tutto un ridere. Ah ah ah. Nel frattempo “The Man” crede alla bufala delle rapite Greta e Vanessa, secondo la quale avrebbero fatto sesso con gli aguzzini, e sintetizza così: “#VanessaeGreta sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo!”.

Mentre il Tso tarda colpevolmente ad avere luogo, Gasparri litiga con il Puffo Brontolone, sul serio: non è una battuta. Rischia di scatenare la Terza guerra mondiale insultando l’Inghilterra durante i Mondiali (“Fa piacere mandare a fare… gli inglesi, boriosi e coglioni”) e la Merkel (“impietoso il paragone tra orrenda Merkel e giovani argentine inquadrate poco fa”), continuando peraltro ad atteggiarsi comicamente per un figaccione che può dare lezioni di eleganza e bellezza. Si potrebbe andare avanti a lungo, ma non ne vale la pena. In fondo parliamo solo di Gasparri. In fondo parliamo solo del vicepresidente del Senato. Cosa vuoi che sia, nel perenne Paese di sottosopra.