Non solo i sindaci: dopo la corsa alla diffusione delle brochure per il Sì da parte di decine di primi cittadini di ogni parte d’Italia, ora iniziano anche i governatori. È il caso di Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo che ha ben pensato di mandare una brochure nelle case di tutti gli abruzzesi per pubblicizzare le ragioni del Sì firmandosi come Presidente della Regione Abruzzo e non semplicemente come Luciano D’Alfonso. Come il Fatto ha già spiegato, si tratta di una pratica che va contro la legge sulla par condicio (N 28 del 22 febbraio 2000) in cui si prevede che i rappresentanti delle istituzioni non possano utilizzare la propria carica per fare propaganda, ma possono svolgerla solo a titolo personale. Torna utile ripassare ancora l’articolo 9: “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

“Abbiamo interpellato gli organi competenti tramite un esposto – commentano i portavoce abruzzesi del M5S – approfittare della propria carica in un momento cruciale per il Paese viola le normative vigenti e probabilmente anche l’etica politica”.