“Così sono fuggita dall’Isis dopo sette mesi di stupri”

Nella prigione di Raqqa - Una giovane yazida irachena di 22 anni è stata rapita che era incinta di 8 mesi. È riuscita a salvarsi con il figlio appena nato
“Così sono fuggita dall’Isis dopo sette mesi di stupri”

Nell’agosto del 2014 Isis circondò la montagna del Sinjar, nel Kurdistan iracheno, e sterminò gli yazidi (una minoranza religiosa) nei villaggi della zona. Gli uomini finirono quasi tutti giustiziati, nelle fosse comuni. Le donne rapite, stuprate, deportate in Siria o altrove, divennero quasi tutte schiave del sesso. Per Isis lo stupro delle yazide (anche bambine) […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€

Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.