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venerdì 05/05/2017

Con il Fatto c’è MillenniuM, trenta giorni per leggere tutto

Domani in edicola - Il mensile diretto da Peter Gomez: ogni numero racconterà storie, persone, problemi. Cominciando dalla Cannabis

È un’idea folle. Forse per questo ci è piaciuta da subito e, speriamo, piacerà anche a voi: un mensile di carta in cui provare a recuperare il giornalismo che non c’è più. Un giornalismo fatto di lunghissimi reportage, analisi approfondite, servizi fotografici ben scattati e ben stampati, inchieste condotte con pazienza per settimane e settimane, interviste a tutto campo solo a chi ha qualcosa d’interessante da dire.

Ecco che cosa vuole essere FQ MillenniuM, il nuovo periodico che troverete in edicola a partire da questo sabato: un tributo al tempo. Il nostro: per poter lavorare con cura e precisione; per poter scrivere, ci auguriamo bene, usando sempre le parole giuste. E il vostro: per poter leggere e riflettere con calma. In controtendenza rispetto all’informazione mordi e fuggi in cui siamo tutti troppo spesso immersi.

Ogni mese sceglieremo un tema e lo racconteremo fino in fondo. Senza ipocrisie e senza nascondere niente. Ma lo faremo assieme: con grandi scrittori, giornalisti, fotografi internazionali, intellettuali, artisti di primo piano. I nostri reporter investigativi si muoveranno in squadra per tentare di scoprire quello che non è stato ancora scritto.

Il nostro sforzo, lo garantiamo, sarà quello di non essere mai noiosi. Senza falsi moralismi descriveremo ogni trenta giorni un mondo e il suo contorno: parleremo dei suoi alti e dei suoi bassi. Faremo arrabbiare qualcuno, faremo sorridere qualcun altro. Cercheremo di accompagnarvi alla scoperta di storie, dati, cifre, opinioni importanti, ma nascoste o poco conosciute. Quello di cui tutti parlano, magari per sentito dire, noi ve lo faremo vedere: in questo primo numero iniziamo con lo straordinario servizio del fotografo tedesco Kai Wiedenhöfer che da anni immortala, in giro per il mondo, i grandi e piccoli muri contro cui convivenza e buon senso vanno a sbattere. Per questo grazie al nostro art director Pierpaolo Balani abbiamo scelto una grafica che ci permettesse di valorizzare le immagini e rendere più agile la lettura. Il corpo dei caratteri sarà grande, la carta bianca e leggermente ruvida, i titoli lunghi per poter dire tanto.

Il risultato è un mensile, anzi un quasi libro illustrato, che speriamo vorrete collezionare. Lo abbiamo chiamato MillenniuM in omaggio alla rivista immaginaria dove lavorava Mikael Blomkvist, il cronista protagonista dei libri del grande giallista svedese Stieg Larsson. Perché anche noi qui vogliamo sapere. Perché anche noi qui ci mettiamo il cuore. Per questo da mesi i colleghi del Fatto Quotidiano e de ilfattoquotidiano.it lavorano con abnegazione sul progetto. A loro, e ad Antonio Padellaro, Marco Travaglio e Cinzia Monteverdi, offro i miei ringraziamenti più sinceri: lo spirito di collaborazione e l’appoggio dimostrato è merce rara.

Da domani comunque si comincia. Con la marijuana, la droga leggera diventata legale in molti Paesi e da noi vietata. È giusto o sbagliato che sia così? Per darvi gli strumenti necessari per decidere abbiamo fatto tanta strada: abbiamo percorso chilometri e chilometri lungo le vie dello spaccio dove si riforniscono i 12 milioni di italiani consumatori di cannabis abituali o saltuari. Abbiamo acquistato erba e hashish e l’abbiamo fatta analizzare. Abbiamo scoperto quanti pesticidi e fungicidi si fuma, assieme ai metalli pesanti, chi si rolla uno spinello. Ci siamo rivolti alla scienza per capire se ci sono rischi reali per i maggiorenni che a casa loro decidono di farsi una canna. E con il grande filosofo Giulio Giorello abbiamo riflettuto sulla libertà dell’individuo e lo Stato etico. Poi, in nome della disubbidienza civile, Gianni Barbacetto e Nanni Delbecchi si sono accesi uno spino con lui: come dire, tra Spinoza e spinelli.

Due nostri inviati, Enrico Fierro e Antonio Massari, si sono invece trasferiti per giorni e giorni in Albania, là dove quasi tutto comincia. E hanno scoperto che quasi un terzo dell’economia del Paese (4,5 miliardi di euro del Pil) dipende dalle piantagioni in teoria illegali. Nei fatti, nell’indifferenza generale, in Europa stiamo creando un narcostato. In vista delle elezioni politiche di giugno, nel Parlamento di Tirana maggioranza e opposizione si accusano reciprocamente di connivenza con i clan che reggono il traffico. Così a 80 chilometri dalle coste della Puglia è nata una nuova mafia che, secondo gli investigatori di mezza Europa, fa già concorrenza alla ‘ndrangheta. E che impegna ogni notte uomini e mezzi della Guardia di Finanza in una guerra a perdere che ci costa centinaia di milioni di euro. Anche per questo il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, in Parlamento ha detto chiaro e tondo che la scelta repressiva sulla cannabis è del tutto irrazionale. Perché distoglie risorse dal contrasto delle sostanze più pericolose.

Ma quasi nessuno ne parla. La questione delle droghe leggere, tollerate ma vietate, nessuno vuole affrontarla realmente. A Montecitorio giace inevasa una proposta di legge firmata da 200 esponenti di diversi gruppi. Per evitare divisioni, non viene mai discussa. In compenso, a dimostrazione che davvero, come diceva Woody Allen, “la cocaina è il sistema che utilizza Dio per dirti che stai guadagnando troppo”, nei bagni della Camera dei deputati abbiamo trovato tracce di droga pesante. Il collega Thomas Mackinson, munito di videocamera nascosta e reagenti chimici, ha ispezionato le toilette: e dopo averli passati su alcune superfici ha visto diventare blu gli speciali tamponcini rilevatori di coca, utilizzati dalle polizie di mezzo mondo. La cosa ovviamente non ci sorprende: il risultato è perfettamente in linea con le statistiche riguardanti questa droga. Si fa, ma non si dice. E allora come dar torto allo scrittore Aldo Nove, che provocatoriamente, ma non troppo, si lancia in un’apologia di Lapo Elkann, ultima rock star contemporanea? Non vi convince? Pensate che Lapo sia solo un ragazzo ricco di famiglia e che oltretutto non sappia suonare? All’inizio pure noi. Dopo aver letto Nove abbiamo cambiato idea. E non solo perché neppure i Sex Pistols sapevano suonare. Chi sa invece cantare è Giorgia. Intervistandola abbiamo scoperto un personaggio che va molto oltre la musica pop. Una donna dall’animo rivoluzionario e dalle convinzioni forti e ragionate. Una donna che ci ha sorpreso, come ci ha lasciato a bocca aperta la rubrica di Umberto Pizzi con testi di Fabrizio d’Esposito: è la storia di Roma dalla dolce vita alla grande bruttezza. Una testimonianza importante di cosa siamo e da dove veniamo.

Ma a Fq MillenniuM parleremo anche di bello. Ogni mese scriveremo d’arte. Questa volta con Achille Bonito Oliva che ci ha regalato una massima imperdibile: “In Italia ci sono pochi occupati, molti disoccupati e moltissimi preoccupati”. Così per trovare soluzioni ci siamo affidati a degli opinionisti importanti: il climatologo Luca Mercalli, lo storico Aldo Giannuli, l’antropologa Amalia Signorelli. Più tante firme che già conoscete. Per una lucida follia che ha un solo obiettivo: la riscoperta del piacere di leggere e capire.

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