Dopo la Procura di Siracusa, sia l’intelligence italiana sia il Copasir, il Comitato parlamentare che vigila sull’operato dei servizi segreti, cercheranno di chiarire alcuni aspetti del presunto complotto per far saltare la nomina ad amministratore delegato dell’Eni di Claudio Descalzi e danneggiare il premier Matteo Renzi, con l’accusa (mai verificata) di “essere stato finanziato dal Mossad, il servizio segreto israeliano”.

L’ipotesi del complotto, sul quale è in corso un’indagine dei magistrati siracusani, è stata rivelata ieri dal Fatto. A raccontare la trama è un ex manager dell’Eni, Vincenzo Armanna, che ha rivelato: “C’era un complotto per far saltare Descalzi e pur di realizzarlo, erano pronti a danneggiare Renzi, accusandolo di essere stato finanziato dal Mossad. Mi fu chiesto di partecipare a questa operazione, ma rifiutai”. Nella versione di questo testimone – già ascoltato dalla Procura di Siracusa – la trama del complotto prevedeva anche la pubblicazione di una notizia falsa sui finanziamenti a Matteo Renzi.

La vicenda non ha lasciato indifferente chi si occupa di questioni di sicurezza e intelligence. Come il Copasir: la prossima riunione è prevista per mercoledì e a Palazzo San Macuto, almeno tre componenti del Comitato, secondo quanto risulta al Fatto, chiederanno di verificare se in questa storia del complotto – vero o falso che sia – ci siano stati in passato dei contatti con i loro uffici, o meglio con quelli della vecchia legislatura. Mercoledì quindi si deciderà come affrontare la questione e quali audizioni fare: secondo alcune indiscrezioni, potrebbero decidere di convocare l’ex capo del Dis (il Dipartimento della presidenza del Consiglio che coordina i servizi segreti italiani), Giampiero Massolo, ora presidente di Fincantieri.

Un’autorevole fonte nel dicembre del 2015 al Fatto (che ha deciso per adesso di proteggerla con l’anonimato) ha riferito una versione diametralmente opposta a quella che l’ex manager Armanna ha raccontato ai magistrati di Siracusa: “Nel 2012 il Dis ha informato il Copasir, in maniera informale, che il Mossad stava finanziando la campagna elettorale di Renzi. A quel punto il Copasir avverte l’allora direttore del Dis, Massolo. Infine, qualcuno dei servizi incontra l’ambasciatore israeliano Noar Gilon per discutere l’argomento”. Il portavoce di Gilon ha smentito.

Anche questa circostanza dovrà essere verificata dal Copasir che vuole capire se vi sia traccia nelle riunioni del Comitato della scorsa legislatura di audizioni su questo tipo di argomento. Il punto è che la nostra fonte ha parlato di comunicazioni “informali”. Allo stesso modo anche alcuni uffici dei servizi segreti faranno le proprie verifiche sia sulla vicenda relativa ai “finanziamenti del Mossad”, sia sul presunto complotto che, secondo alcune testimonianze, stavano confezionando per far saltare la nomina di Descalzi, in modo da essere pronti qualora qualche autorità politica (che potrebbe essere il Copasir stesso) gliene chiedesse conto. Gli 007 sono quindi pronti a muoversi per i controlli che di norma si fanno quando si tratta di vicende come questa.