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martedì 27/12/2016

Vassallo, il fratello del sindaco ucciso a Renzi: “Caro segretario, al Sud ha stravinto il No per De Luca & C.”

Lettera di Dario Vassallo: "La sua politica al Sud ha spianato un'autostrada all'illegalità e in molte zone si ha più paura di certi politici che della camorra"

Lettera di Dario Vassallo, fratello di Angelo, il primo cittadino anti-camorra del Pd di Pollica (Salerno) ucciso a colpi di pistola il 5 settembre 2010, al segretario Matteo Renzi. Ad oggi, l’omicidio del “Sindaco Pescatore”, rimane irrisolto. Molte le ipotesi seguite in questi anni. Ma al momento l’unico indagato è  Bruno Humberto Damianide Paula.

Gentile segretario del Partito democratico Matteo Renzi.

“Al sud abbiamo perso, perché abbiamo delegato ai notabilati”. Lei al Sud ha perso perché ha avallato una politica feudale che imperversa da oltre 40 anni e che si tramanda da padre in figlio, come una dote, una carica nobiliare, avendo un solo scopo, mantenere il potere. Lei non ha rottamato niente e nessuno, da quando è diventato segretario tutto è rimasto come prima e le sue promesse sono diventate un miraggio.

Ma lei conosce veramente Vincenzo De Luca? Egli è il presidente della Regione Campania, al quale io avevo chiesto il riconoscimento del giglio marino come specie protetta, visto che la Campania è l’unica regione del Sud a non riconoscerlo.

È il presidente al quale avevo chiesto di attuare, praticamente, nella sua regione e a favore dei pescatori, il progetto “Pulizia dei fondali marini”. Non è una cosa strana: è un progetto scelto dal Dipartimento di Stato a rappresentare l’Italia alla Conferenza Mondiale sugli oceani organizzata da John Kerry, e tenutasi a Washington il 15-16 settembre 2016.

Egli è il presidente che ha nominato Franco Alfieri, consulente personale per Caccia, Pesca e Agricoltura, dandogli poteri ampi. Ma Lei conosce Franco Alfieri? Egli è il sindaco di Agropoli, incandidabile alle elezioni regionali del 2015. Lorenzo Guerini, mi rispose “chi lo vuole candidare dovrà passare sul mio corpo”. Chapeau al suo vicesegretario. Franco Alfieri è colui che dice di non aver visto le sette denunce fatta da Angelo Vassallo, ex sindaco di Pollica. Franco Alfieri è colui che è stato rinviato a giudizio insieme ad altri 77 personaggi nel processo “Due torri bis”, processo che riguardava una dozzine di strade ubicate nella provincia di Salerno, pagate e mai ultimate. L’anno scorso è stato prosciolto per prescrizione e noi continuiamo ad essere come Fondazione tra i pochi che si sono costituiti parte civile.

Lei conosce Stefano Pisani, Pd, attuale sindaco di Pollica? Lei sa che questo suo iscritto ha autorizzato nel suo comune la “Sagra del Pesce” il 5 settembre 2014 e il 5 settembre 2015. Il 5 settembre è l’anniversario dell’assassinio di Angelo Vassallo, suo predecessore. Sarà una caratteristica del Pd salernitano, ma in ogni evento importante c’è sempre una frittura di pesce, forse perché il pesce è ricco di fosforo, ma visti i risultati…

Lei conosce Antonio Valiante (Pd)? Egli è stato vicepresidente della Regione Campania ed è lo stesso che due anni fa mi voleva querelare perché chiedevo un indagine politica sull’uccisione del Sindaco Pescatore. Il figlio Simone Valiante (Pd) è deputato di questa Repubblica.

Le colpe non sono tutte sue, perché di queste storie ho parlato a Maurizio Migliavacca (capo segreteria del Pd all’epoca di Bersani, nda), a Guerini e per ultimo Luca Lotti.

“Qualcuno” Le dirà che io sono matto, è probabile. Le diranno che cerco la notorietà, questa no. La notorietà mi ha assalito la notte del 5 settembre 2010, quando mio fratello Angelo, il Sindaco Pescatore, fu ucciso con sette colpi di pistola. Forse a Lei nessuno ha detto che Angelo è stato ucciso avendo in tasca la tessera del suo partito.

Spero che altri non diventino “noti” come me, ma questa ipotesi è possibile perché con la sua politica al Sud ha spianato un’autostrada all’illegalità e in molte zone del Sud si ha più paura di certi politici che della camorra.

In merito alla lettera di Dario Vassallo, l’onorevole Simone Valiante ha scritto un post su facebook che riportiamo integralmente:
Questa mattina Il Fatto quotidiano pubblica i contenuti di una lettera inviata da Dario Vassallo a Matteo Renzi, nella quale per l’ennesima volta dopo anni si continua ad utilizzare abusivamente il mio nome e la mia persona. Non devo, dopo anni, ricordare a tutti noi il profondo legame che unisce e che univa Angelo e la sua famiglia alla mia. Argomenti noti. Forse non sufficientemente noti a Marco Travaglio ed al suo giornale, al quale consiglio per documentarsi di intervistare qualche componente della famiglia Vassallo. A Matteo Renzi, invece, se ci dovesse essere un sistema elettivo con le preferenze per la prossima tornata elettorale, consiglierò io stesso di candidare questo nostro amico impegnato da tempo, per potersi misurare con la stima e l’apprezzamento del nostro popolo. Per evitare, tuttavia, il fastidio di “incontrare” questo signore su qualche quotidiano, come accade da tempo, ho chiesto al mio avvocato di verificare le condizioni per tutelare la mia persona da questa forma di “stalking” permanente e gratuito che ricevo da personaggi “in cerca d’autore”! (Simone Valiante)

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