» Commenti
mercoledì 10/01/2018

Candidati, promettete da casa: se andate in tv, perdete voti

Candidati, promettete da casa: se andate in tv, perdete voti

Caro diario, domenica sera, Non è l’Arena di Massimo Giletti ci ha raccontato di come sia possibile che in Italia il barbiere di Montecitorio guadagni quanto il capo dello Stato o giù di lì. E di come i deputati dell’Assemblea regionale siciliana prendano un mucchio di quattrini per affacciarsi ogni tanto in aula (magari per aumentarsi gli emolumenti). È stato allora che ho deciso di votare per i 5Stelle, gli unici che si battono contro la casta dei vitalizi e dei parassiti.

Caro Diario, lunedì sera a Presa Diretta, Riccardo Iacona, con bici e caschetto regolamentare, ci ha raccontato di come sia possibile che nella Roma della sindaca Raggi le piste ciclabili siano scarse, non collegate, sparse casualmente qua e là, spesso impraticabili e invase dai rifiuti (il nuovo skyline della Capitale), tanto che soltanto l’1% dei cittadini dell’Urbe fa uso delle due ruote per gli spostamenti. È stato allora che ho deciso di ritirare il mio voto ai Cinque Stelle. Ammetto di essere un elettore volubile e di non avere le idee molto chiare, ma penso che la rappresentazione della realtà che ci circonda è più forte e convincente di qualsiasi comizio televisivo.

Mi chiedo perciò che senso abbia tutto quel trafficare della Vigilanza radiotelevisiva per garantire agli “artisti non giornalisti” Fabio Fazio e Bruno Vespa il diritto di ospitare i politici fino al voto. Quando ormai è accertato che apparendo in luoghi come Che tempo che fa o Porta a Porta i voti non si guadagnano ma si perdono. Prendiamo Paolo Gentiloni, la cui assenza dagli schermi televisivi aveva contribuito alla costruzione di un mito. Di lui si narrava che appartato dal mondo fosse un anacoreta dedito alla contemplazione, alla penitenza, alla preghiera e si cibasse di bacche. Un santo, un apostolo. Però è bastato che Fazio lo sottoponesse al suo implacabile trattamento e Gentiloni è tornato tra noi, come un Alfano qualsiasi.

Sì, caro diario, la campagna elettorale sono le nostre pene quotidiane: essa è fatta della stessa sostanza dei problemi irrisolti con cui ci scontriamo ogni giorno. Così per forza il nostro convincimento si nutre di risentimenti e rafforza ogni giorno di più lo snaturamento del voto espresso non “a favore” di qualcosa, che non sapremmo dire cosa, ma “contro” qualcuno che soprattutto ci sta sulle scatole. Tutto il resto è banale intrattenimento.

Ci piace per esempio osservare i nostri cari leader che si umiliano promettendoci questo e quell’altro come venditori di pacchi nelle fiere paesane. Scrutarli. Nell’intervallo tra un Salvini e un Di Maio c’interroghiamo sul mistero Vittorio Sgarbi. Corteggiatissimo dai talk show speranzosi che con una delle sue sclerate omeriche sistemi l’ascolto. Prestazioni a cui, generoso d’animo, egli volentieri si presta salvo poi essere ipocritamente redarguito. L’altra sera in studio da Giletti aveva il ghigno di un dobermann pronto per qualche giugulare. Infatti era tutto un ammansirlo con espressioni carezzevoli: “Come giustamente ha detto Vittorio”. Ci sarà da divertirsi.

Ps. Ho visto a Otto e mezzo Matteo Renzi. Ho deciso, voterò per Paolo Mieli.

Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.
Politica
Discussione il 17 gennaio

Le missioni all’estero vanno in Aula: Camera riconvocata

Sarà l’Aula della Camera a occuparsi dell’ok definitivo alla delibera approvata a fine anno dal Consiglio del ministri che riguarda la prosecuzione delle missioni militari e di cooperazione internazionale. Anche se le Camere sono formalmente sciolte, la conferenza dei capigruppo ha deciso ieri, su richiesta di Si-Mdp e del M5S, di vagliare la delibera in aula il prossimo 17 gennaio, evitando dunque che l’approvazione fosse riservata alle commissioni. Si tratta di decidere su sei nuove spedizioni internazionali e su 49 missioni già in corso per le quali sarà esaminata una relazione. La delibera prevede l’impegno di circa 6.300 i militari italiani all’estero nel 2018, con un aumento di circa 700 unità rispetto al 2017, a causa soprattutto delle nuove missioni in Niger – che coinvolgerà fino a un massimo di 470 militari, con un costo stimato di circa 34 milioni – e in Tunisia (60 soldati, 5 milioni). Tra le novità previste dall’Esecutivo c’è anche un incremento dell’impegno in Libia, dove il contingente italiano dovrebbe aumentare di un centinaio di militari, arrivando a un massimo di 400 e a un costo totale vicino ai 35 milioni di euro.

Vignette

Fatto a mano di Natangelo del 10/01/2018

Politica

“Polpette” avvelenate: Cesaros padre e figlio, parodia dei Savastano

Commenti
cosa resterà…

L’Almanacco del giorno dopo a cena

di

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

×