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domenica 20/11/2016

Complottisti: banche, scie chimiche e alieni, il gran raduno a L’Aquila

Siamo tutti in pericolo - A L’Aquila una giornata di “studi” su minacce occultate e grandi disegni dei poteri forti. Col patrocinio del Comune
Complottisti: banche, scie chimiche e alieni, il gran raduno a L’Aquila

Quando mi hanno detto che stavano distruggendo il cielo, ho pianto”: l’introspezione mistica dei teorici delle scie chimiche inizia nella fila per il bagno. L’Aquila, auditorium del Parco: tra gru e impalcature, si svolge il raduno nazionale sulle scie chimiche e sulla “geoingegneria atmosferica”. Fa caldo: sudore e bisogni fisiologici non distinguono tra chi conosce la verità e chi no. Giorgio, 50 anni, dice di essere un ricercatore universitario: “Sono partito all’alba”. Alle due se ne va. “Voglio andare a dire la mia all’incontro sul referendum con la senatrice Pezzopane”. Tornerà alle 18 per riprendere una telecamera che aveva affidato a uno studente dotato solo di un telefono del 1999: parla in vivavoce per evitare che le onde elettromagnetiche gli danneggino il cervello. Su un maxi schermo, c’è una scritta: “E tu, come puoi ignorare tutto questo?”.

Portatori di verità. Eroe del giorno è il consigliere comunale Ermanno Giorgi (Centro Popolare): ha strappato il patrocinio al Comune per l’incontro. “Oggi ci sono solo io perché in città c’è il ministro della Giustizia” spiega. Vero, Andrea Orlando sta inaugurando l’anno accademico all’università. Scusa perfetta per l’amministrazione. Al bar sghignazzano: “Il comune non deve aver capito bene, altrimenti non si spiega perché abbiano permesso tutto ciò”.

I poteri forti. “È un’amministrazione coraggiosa, questa”, dice tal Amato John de Paulis, biologo. “Quando abbiamo tenuto il convegno a Perugia, il giorno prima hanno ritirato il patrocinio. Devono averli chiamati da Roma”. Eccoli, i poteri forti: “È il business militare: Pearl Harbor e le Torri Gemelle sono stati voluti dai governi per rendere guerrigliero un popolo pacifista”. Applausi. “Ma chi siamo noi per dirlo?”, provoca con l’accento americano. Una ragazza urla: “Persone buone!”. Lei sarà il controcanto della giornata: “La gente muore di fame!”, “Dobbiamo salvare i bambini!”, “C’è un tacito complotto!”. Il vicino di sedia commenta: “Non è mica tacito, è palese”.

Il terremoto. Magda Piacentini, invece, gira l’Italia e tiene convegni per l’associazione R.I.P. (Riprendiamoci il Pianeta): non capisce perché a Torino e in altri comuni non abbiano voluto ascoltarli. “Il riscaldamento globale è una bugia. E i militari , con le scie chimiche, interferiscono con i fenomeni naturali”. L’apoteosi: “L’immissione di petrolio nelle placche terrestri può causare terremoti. E qui siamo in una città colpita dal sisma”. Ha anche dati: “I terremoti dal 1980 al 2000 sono stati 7. Negli ultimi 16 anni sono diventati 165”. Che la terra si muova da millenni, per lei, è un dettaglio.

Scie tossiche. E poi, quanta pioggia! (ovviamente indotta). Nuvole e scie contengono di tutto: virus, alluminio (“Non usatelo mai in cucina!”), batteri. Pure i globuli rossi. “Per ingrassare le case farmaceutiche”. E i vaccini: “Mia sorella ha vaccinato il figlio ed è diventato autistico”, dice una donna di 30 anni. Altre due urlano di aver raccolto campioni di strane ragnatele da far analizzare: “Metteteci i nomi – dicono loro – e verificheremo”.

Fai da te. Marinella Giulietti è un’insegnante: “Sono solo una cittadina che si fa delle domande”. Nel tempo libero però raccoglie acqua piovana con un catino di plastica. Poi fa fare le analisi e puntualmente scopre che ci sono alti livelli di alluminio e bario. Così scrive all’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e l’Arpa le risponde pure. Ma non basta. “In Italia non esistono parametri di riferimento per l’acqua piovana. In America è meglio”. Salvo lamentarsi perché là negli Usa modificano i parametri per aggiustare i valori come fa comodo a qualcuno. Al complotto non si sfugge.

Tra sacro e complotto. Special guest, padre Quirino Salomone. Tutti hanno visto i suoi video sul web. “Piovete nuvole dall’alto e venga il Salvatore”, cita dalla Bibbia risvegliando la giovane contestatrice. “L’elettromagnetismo è asservito a progetti bellici nascosti dietro segreti militari“, dice il padre (“Il segreto di Pulcinella!”, urla la ragazza). “Abbiamo ingoiato qualcosa che ha anestetizzato la nostra coscienza reattiva” (“Ci hanno rincoionito!). “Cosa dobbiamo fare?” (“L’amore dobbiamo fare, l’amore!”). “Essere fratelli, come dice il papa” (“Ma il Vaticano non finanzia le scie chimiche?”). C’è una scatola per le offerte. Come a messa. “Lei ha detto che il sistema bancario è un’entità non umana. Ritiene che gli alieni…”, azzarda Paolo, capelli lunghi e guanti tagliati (il suo secondo nome su Facebook è ‘Assurdo’). “Non mi riferivo agli alieni – replica il padre – ma a Satana”. La salvezza non è di questa terra.

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LA CARTOLINA

De Luca, il comico dato alla politica

Il governatore della mia Regione ci ha regalato un documento storico. Il discorso che ha fatto ai suoi sodali per invitarli a raccogliere voti per il Sì al referendum mette di fatto nell’angolo anche quei politici che credono ancora nell’ipocrisia: essere schifosi in privato e dignitosi in pubblico.

Con De Luca salta questa ipocrisia perché forse non è più l’ipocrisia la chiave della politica, ma la sfacciataggine. Il discorso di De Luca è storico perché si rivolge con chiarezza a quelli che una volta Carlo Levi chiamava i luigini. I dirigenti delle cliniche private non devono occuparsi della sanità in questi giorni ma di fare i voti per il sì. E così gli imprenditori non devono occuparsi delle loro fabbriche, ma devono ricattare i loro dipendenti e farli votare sì. Siamo a questo. Forse il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio dovrebbero chiedere le dimissioni di chi ha pronunciato il memorabile discorso. Ovviamente non accadrà.

Dunque, se Grillo ha smesso di fare il comico per fare politica, De Luca ha scoperto che si può fare politica facendo il comico e bisogna dargli atto che lo fa benissimo.

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