La rottura ora è effettiva. Il M5S vuole portare Torino fuori dall’Osservatorio sulla Tav Torino-Lione. L’intenzione è stata annunciata ieri da alcuni consiglieri e dalla sindaca Chiara Appendino con una mozione in cui il Comune si impegna ad abbandonare “il più presto possibile” il tavolo di confronto tra le istituzioni locali e il governo sul grande opera. “La mozione – ha detto lei – ci aiuta a spiegare perché siamo fortemente contrari alla Tav, un investimento che anche alla luce dei benefici previsti non riteniamo necessario o prioritario e pensiamo che quelle risorse andrebbero investite meglio”.

D’altronde lo aveva annunciato al suo insediamento: “Se non ci sarà dialogo lascerò il tavolo”. E il dialogo – pretesto per il quale aveva creato una commissione di esperti “No Tav” – non c’è stato, almeno in municipio: “Avevamo chiesto un consiglio aperto per ascoltare i tecnici favorevoli e contrari all’opera – spiega il capogruppo Alberto Unia -, ma i consiglieri del Pd, della lista civica per Fassino, e due del centrodestra, Alberto Morano e Osvaldo Napoli, si sono opposti”. A questo punto la maggioranza ha presentato la mozione con cui illustrano le ragioni per lasciare l’osservatorio che, scrivono, “non ha il compito di discutere e valutare l’opera in quanto tale, ma solo di considerarne le modalità di realizzazione”.

Insomma, a quel tavolo non avrebbero mai potuto fermare la grande opera (Appendino ha sempre chiarito di non avere il potere per farlo), ma comunque avrebbero potuto fare altro. Lo spiega Paolo Foietta, che presiede l’osservatorio: “È un luogo di confronto aperto a tutti i comuni, a prescindere dalla loro idea sul progetto, per fare una progettazione condivisa e non ‘subire’ i progetti. Si ottengono delle informazioni di prima battuta e si può intervenire”. Foietta fa un esempio: benché, secondo l’ultimo progetto rivisto a giugno, il capoluogo non sia toccato dalla linea, era stato richiesto un adeguamento del passante ferroviario per le merci che lo connetterà alla linea: “Scaricherà il traffico rendendo migliore il passaggio dei treni dei pendolari – dice -. L’Osservatorio ha approvato l’adeguamento ed è stato inserito nel ‘Patto per il Piemonte’ che la sindaca ha firmato col presidente della Regione Sergio Chiamparino”.

Proprio il governatore ricorda che “la decisione del Comune di Torino non incide sulla realizzazione dell’opera, che sta andando avanti” e che “la stessa sindaca Appendino, nel patto firmato lunedì scorso, ha inserito opere che sono direttamente in rapporto con la realizzazione del Tav”. Lasciando il tavolo “Torino perde la possibilità di intervenire per rendere più funzionale alle esigenze della città il progetto”, ribadisce Chiamparino. Non tutto è precluso: “Potrà intervenire alla conferenza dei servizi, ma solo sui progetti già definiti”, specifica Foietta. Secondo Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia, la mossa del M5S è “uno specchietto per le allodole per dire che la purezza grillina è salva”. D’altronde alcuni dem sottolineano che l’amministrazione ha scontentato molti suoi elettori approvando obtorto collo dei progetti avviati dalla giunta di Fassino pur di ottenere fondi con cui pianare alcuni buchi di bilancio e sostenere le spese correnti del Comune.