Siamo stati coerenti e non abbiamo fatto calcoli, mentre Pd e Forza Italia hanno fatto le ammucchiate per raccogliere voti. Ma questi partiti si stanno estinguendo, invece noi cresciamo”. Luigi Di Maio, candidato premier in pectore del Movimento, giura di non essere preoccupato per la sconfitta del M5S alle Comunali. E non vede ripercussioni sulla legislatura: “Temo che ormai si voterà nel 2018”.

Per il Movimento è stata una disfatta.
I sondaggi nelle grandi città dicevano già da tempo che sarebbe stata complicata per noi. Ma non abbiamo fatto strategie e ci siamo presentati ovunque. Gli altri invece hanno usato le liste civiche come serbatoi di voti, presentando candidati con dieci liste che non potranno mai governare per i ricatti incrociati.

Non può essere un alibi per la sconfitta, non crede?
Il M5S ha aumentato le percentuali in quasi tutte le città rispetto al 2012, ed è stato competitivo. Ma soprattutto quello di queste elezioni non può essere un dato nazionale, perché alle Politiche i partiti non potranno fare ammucchiate con le liste civiche. E questo mi rincuora.

Da Genova a Palermo fino a Taranto, vi siete fatti del male da soli con candidati calati dall’alto e guerre interne. Come potete proporvi come forza di governo?
Io ricordo che a Milano e Napoli prendemmo percentuali basse l’anno scorso. Andando da soli spesso si paga un prezzo, ma nel 2016 le vittorie a Roma e Torino non lo fecero notare.

A proposito: il Pd già parla di effetto Raggi-Appendino sul voto. Ha così torto?
Sono balle. In provincia di Roma siamo andati al ballottaggio ad Ardea e a Guidonia, il terzo centro per abitanti del Lazio. E ad Asti non abbiamo conquistato il secondo turno per 13 voti. (All’indomani dell’intervista, dopo un riconteggio, il diritto ad accedere al ballottaggio è stato attribuito ai Cinquestelle, ndr)

Di certo avete perso anche per le guerre tra i meet up e per candidati deboli. Primo o poi non dovrete affrontare il problema dei territori?
Nell’ultimo anno i nostri gruppi sono stati assaltati da approfittatori che volevano usarci per entrare nelle istituzioni. Ci siamo dovuti difendere, e questo ha creato tensioni, facendoci perdere tempo ed energie.

Mancano una classe dirigente e un filtro migliore per le candidature.
È solo una questione di gruppi locali più o meno maturi. A Carrara ne abbiamo uno ottimo, e infatti siamo al ballottaggio. E Raggi e Appendino hanno vinto anche perché avevano alle spalle un mandato da consigliere comunali.

Appunto. Il consigliere comunale a Bologna Max Bugani solleva il tema del vincolo dei due mandati per gli eletti del M5S, che a suo dire “ha fatto da freno a molti”. Togliendolo non avreste finalmente candidati esperti?
Uno dei motivi per cui la gente ci vota è proprio il vincolo dei due mandati. Max ha espresso una sua opinione, ma questa regola è un nostro punto di forza.

Intanto l’ala ortodossa del Movimento accusa lei per la sconfitta, come responsabile per gli enti locali.
(Sorride, ndr) Io mi occupo dei Comuni che amministriamo, non delle liste elettorali.

L’hanno rimessa sotto processo, lo nega?
Nessun processo. Questa del M5s spaccato in due è una narrazione di voi giornalisti. Io e i miei colleghi pensiamo ai ballottaggi.

Insomma, non avete proprio commesso errori?
Parlo solo di me: in queste ultime settimane ho parlato troppo di legge elettorale e troppo poco di reddito di cittadinanza, il nostro primo obiettivo.

Lei nega spaccature, ma proprio sulla legge elettorale vi siete spaccati, eccome. Tanto che il blog ha richiamato all’ordine i critici, e quando è saltato l’accordo sulla legge tanti suoi colleghi esultavano come per un gol.
Esultavano solo perché era passato un nostro emendamento, fatto che non accade mai.

Per tenere unito il gruppo avete dovuto indire un secondo voto sul blog.
Lo abbiamo deciso perché temevamo che non passassero i nostri emendamenti su preferenze e voto disgiunto. Poi però è stato il Pd a capire che non avrebbe tenuto in aula, e a trovare un pretesto nel nostro emendamento sul Trentino per far saltare tutto.

Che riflesso avrà questo voto in termini nazionali?
Vedo il Pd ringalluzzito. Penso che proveranno a fare una legge elettorale contro di noi.

Di che tipo, con il premio alle coalizioni?
Non ne ho idea. Ma tanto ogni volta che ci provano gli va male. E poi non hanno i numeri.

Ritiene che Renzi ripensi al voto anticipato?
Lui dice tutto e il contrario di tutto. Ma la verità è che non controlla più il suo partito.

Voi invece che farete?
Andremo avanti con il nostro crono-programma. Tra fine luglio e inizio agosto chiuderemo il programma di governo. Poi a fine settembre lanceremo il candidato premier da Italia5Stelle, e a novembre si voterà in Sicilia.

E la squadra di governo?
Il candidato premier dovrà avere il tempo di comporla. Ma sarà presentata prima delle elezioni.