Quirinale, la diretta – “Una presidente donna”: Salvini annuncia, Conte conferma. L’ipotesi è Belloni: ma Renzi, Fi e Leu contrari. Dubbi dal Pd. Meloni: “Misoginia italiana”

Alla quinta votazione il flop del centrodestra su Casellati. Incontro tra Draghi e il capo del Carroccio, che poi vede i leader del centrosinistra. Spunta l'ipotesi di una presidente donna: in campo pure Cartabia e Severino. Sulla diplomatica arriva l'endorsement di Grillo, ma c'è il muro di renziani e berlusconiani. Fi si stacca dalla Lega: "Da ora tratteremo da soli". E i dem: "Si tenga conto dei 336 voti per Mattarella"

Aggiornato: 09:30

I fatti più importanti

  • 08:47

    Letta: “Discuteremo se presentare un nome”

    Presenterete un vostro nome? “Ne discuteremo“. Così il segretario del Pd Enrico Letta ha risposto ai giornalisti entrando al vertice di centrosinistra con i leader e capigruppo di Pd, M5S e Leu. 

  • 08:45

    Vertice centrosinistra, Conte arrivato alla Camera

    Il presidente del M5S Giuseppe Conte è appena arrivato alla Camera dove a breve inizierà il vertice del centrosinistra con il segretario del Pd Enrico Letta e il leader di Liberi e uguali Roberto Speranza. “Parlerò dopo”, ha detto l’ex premier ai cronisti entrando nel palazzo che ospita i gruppi parlamentari.

  • 08:37

    Letta: “Mi chiedo se ho fatto bene a fidarmi”

     

     

    “Mi sto chiedendo sinceramente se ho fatto bene a fidarmi, siamo stati portati in giro per tre giorni”. Lo ha detto il segretario Pd Enrico Letta entrando alla Camera per il vertice del centrosinistra, commentando le evoluzioni delle ultime ore. “Abbiamo sempre lavorato per l’unità. L’impressione è che abbiano tentato di dividerci, con idee fantasiose con l’obiettivo di dividere e non di trovare una soluzione per il Paese”.

  • 08:27

    Borghi (Pd): “Se Casellati passa si va al voto”

    Se Elisabetta Casellati dovesse essere eletta al Quirinale “finisce la maggioranza, si va alle elezioni anticipate e si rompe il quadro politico rispetto al quale fin qui con grande fatica si è gestita una situazione di straordinaria emergenza”. Lo ha detto Enrico Borghi, deputato e componente della segreteria Pd, a Radio Anch’io su Rai Radio Uno. “Ma noi siamo certi che ci sarà la compattezza del centrosinistra”, ha assicurato.

  • 08:25

    Alle 10.15 conferenza congiunta dei capigruppo

    Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha convocato per oggi alle 10.15 in Sala della Regina la conferenza congiunta dei capigruppo di Camera e Senato che deciderà sul calendario delle votazioni. Negli ultimi giorni diverse forze politiche, a partire da Italia Viva, avevano chiesto di passare da uno a due scrutini al giorno. 

  • 08:21

    Alle 9 il vertice di centrodestra: attesa l’indicazione di Casellati

    Si riuniranno di nuovo alle 9 i leader della coalizione di centrodestra, che hanno annunciato per questa mattina l’indicazione del nome da votare al quinto scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. La scelta attesa è quella della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati.

  • 08:19

    Alle 8.30 il vertice di centrosinistra

     

     

    È convocato per stamani alle 8.30 un nuovo vertice delle delegazioni di Pd, M5S e Leu. La decisione è stata presa dai tre leader Letta, Conte e Speranza, per concordare la linea comune da tenere se il voto a Elisabetta Casellati da parte del centrodestra sarà confermato.

     

  • 08:16

    Provenzano ritwitta Letta: “Candidatura Casellati incomprensibile”

    “Meglio ribadire”. Lo scrive su Twitter il vicesegretario del Pd, Peppe Provenzano, citando un tweet dei giorni scorsi di Enrico Letta, in cui il segretario dem bocciava la candidatura di Elisabetta Casellati scrivendo: “Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto”.

  • 00:45

    Il centrodestra torna a pensare a Casellati. Mattinata di vertici prima del quinto voto

    Torna il nome di Elisabetta Alberti Casellati nella corsa al Quirinale. Ma ci sarebbe anche quello dell’ex magistrato Carlo Nordio sul tavolo. Dopo il vertice di giovedì sera il centrodestra tornerà a riunirsi venerdì mattina alle 9 per decidere quale nome indicare nella scheda alla quinta votazione per il Colle. Parallelamente si riunirà anche il centrosinistra: a partire dalle 8 e 30 Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza vedranno le delegazioni di Pd, M5s e Leu per decidere come comportarsi in relazione alle mosse dell’altro schieramento. Insomma: quella che sta iniziando sarà una mattinata di vertici, l’ennesima. Questa stavolta, però, a partire dalle 11 non ci sarà alcuna scheda bianca o ordine di astenersi: Lega, Fdi e Forza Italia hanno deciso di contarsi per capire meglio gli equilibri interni e testare la compattezza della coalizione. Tutti hanno dato mandato a Matteo Salvini per esplorare i profili in campo. “Domani ci rivedremo alle 9, la Casellati è uno dei nomi. Qualcuno domani glielo dirà”, ha detto Giovanni Toti, lasciando il vertice. Raccontano che il clima del summit non sarebbe stato proprio dei migliori, come confermato da Vittorio Sgarbi al termine dell’incontro: ”C’è molta confusione sotto il cielo del centrodestra…”. Dicono anche che ci sarebbe stato un botta e risposta tra il coordinatore nazionale di Fi Antonio Tajani e la presidente di Fdi, Giorgia Meloni sulla strategia da tenere. Lasciando il summit, però, Salvini ha cercato di dissimulare un atteggiamento fiducioso. Addirittura il leader della Lega ha spiegato di aspettarsi “passaggi risolutivi” nelle 24 ore successive. Non si capisce bene quali: il Pd ha già detto no a Casellati una volta e in nottata il vicesegretario Peppe Provenzano ha rilanciato il tweet con cui Enrico Letta definiva la candidatura della seconda carica dello Stato come il “modo più diretto per far saltare tutto”. “Meglio ribadire”, commenta il numero due del Nazareno. E’ evidente, infatti, che il nome di Casellati non è certo un modo per pesarsi: trattandosi della seconda carica dello Stato sembra più un tentativo di dare una spallata alla situazione. Salvini, quindi, deve decidere se spaccare la maggioranza che sostiene il governo di Mario Draghi. O in alternativa spaccare il centrodestra, dando seguito alle richieste del Pd. Prima che iniziasse il vertice del centrodestra, infatti, era emerso come Salvini stesse pensando anche al nome di Giampiero Massolo. Ambasciatore in carriera, presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e di Fincantieri, per quattro anni ha diretto il Dipartimento per le informazioni e la sicurezza, che coordina l’intelligence italiana. In questo senso il nome di Massolo sembrava una sorta di risposta a quello di Elisabetta Belloni, anche lei diplomatica di altissimo livello, da qualche mese al vertice del Dis. E infatti a vertice in corso fonti del Pd hanno sottolineato come a non funzionare fosse il metodo: il nome del prossimo presidente della Repubblica – facevano sapere dal Nazareno – dovrà essere frutto di un percorso di condivisione e non di uno schema in cui una parte ha il diritto di avanzare proposte e l’altra di dire sì o no. Tutte le proposte che dovessero emergere da uno schema del genere sarebbero per noi inaccettabili. Insomma: i dem vogliono scegliere un presidente dopo il famoso conclave tra tutti i leader chiesto nei giorni scorsi da Letta. Non intendono aspettare un nome dal centrodestra per poi decidere di votarlo o meno. A questo punto, però, per il conclave tra i leader bisognerà aspettare la quinta votazione. E forse pure la sesta visto che alle 10 e 15 l’ufficio di presidenza della Camera deciderà se raddoppiare i voti: da una a due al giorno.

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