Il Fatto di domani. Nomine, è sempre la Rai dei partiti. Conte: noi mai più in tv. Covid, contagi oltre i 10 mila: spettro chiusure a Natale

Di Il Fatto Quotidiano
17 Novembre 2021

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FIDUCIA SUL GREEN PASS ALLA CAMERA: LA LEGA NON SI SPACCA MA SI SMAGLIA. Stamattina alla Camera il governo ha ottenuto la fiducia sul decreto legge che ha istituito l’obbligo di green pass al lavoro: 453 voti a favore e 42 contrari. C’erano però alcuni assenti notevoli. 19 deputati della Lega su 133 non hanno partecipato al voto: tra loro ci sono Claudio Borghi, Claudio Durigon e Lorenzo Fontana. Gli assenteisti hanno sfruttato l’opzione offerta dal leader Matteo Salvini ieri, che ha dato una “libertà di coscienza” limitata ai leghisti contrari al green pass, consentendo loro di non presentarsi in aula. Le defezioni sono rimaste contenute, smentendo diversi pronostici, ma il problema politico nella Lega rimane. Lo segnala, in parte, anche l’attivismo di Zaia e Fedriga, governatori del Nord est sulla linea governista di Giorgetti e che sul Covid ultimamente hanno una linea meno aperturista. Sul Fatto di domani torneremo sul tema della crisi di leadership di Salvini, vedendo quali sono i pesi delle correnti nel partito. Su FQ Extra la video inchiesta di Giacomo Salvini sulla parabola (discendente) del leader leghista.

COVID, CONTAGI OLTRE I 10 MILA, SI PARLA DEL MODELLO AUSTRIACO. Al di là dei problemi politici, se i governatori leghisti di Veneto e Friuli sono molto attivi in questi giorni per chiedere più restrizioni per i non vaccinati è perché la situazione epidemiologica delle loro Regioni è tra le più preoccupanti del Paese. Il Veneto sfiora 1.500 nuovi casi di Covid-19 in 24 ore, mentre il Friuli è al 14% di terapie intensive (l’allerta scatta con il 10%) e il 13% dell’occupazione dei posti in reparto. A livello nazionale i dati restano tra il 5% e il 7% e non preoccupano. Un segnale viene però dai contagi rilevati nelle ultime 24 ore, che superano le 10 mila unità, con 72 morti e un aumento dei ricoveri con sintomi. Non c’erano così tanti positivi dall’8 maggio. E anche se siamo lontani dai numeri da prima ondata dell’Austria, né della Germania, che ha 50 mila contagi al giorno da giorni e dove Merkel ha riconosciuto che la situazione è “drammatica”, lo scenario indubbiamente si incupisce. Tanto che è partito tra le forze politiche il dibattito sull’introduzione di più restrizioni per chi non è vaccinato. Il segretario del Pd Letta ha detto che è l’unico modo per evitare un altro lockdown generale, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha fatto sapere di non essere d’accordo. Sul giornale di domani vedremo come interpretare la situazione. Intanto, i sindacati di medici e infermieri hanno manifestato oggi pomeriggio a Roma per denunciare le carenze di personale negli ospedali. L’Ema ha avviato l’iter di approvazione del vaccino Novavax.

LAVORO, NEL POST COVID È BOOM DEL PART-TIME. I posti di lavoro nel corso del 2021 sono tornati praticamente ai livelli pre-pandemici, circa 15 milioni di posizioni attive, con una crescita di 52 mila occupati a settembre. Il problema, quando si va oltre la superficie, è che un terzo dei contratti attivati nei primi sei mesi del 2021 è part time. E che in molti casi il tempo parziale è involontario. Non solo, la ripresa economica post-Covid sul piano del lavoro sembra aver allargato il gap tra uomini e donne: il 42% delle donne che hanno trovato un impiego quest’anno hanno firmato per un tempo parziale, mentre la stessa cosa è successa solo al 22% degli uomini. I dati sono stati raccolti dall’Inapp, Istituto nazionale di analisi delle politiche pubbliche. Che con questo rapporto ha confermato anche un altro dato, non inedito: per i giovani e per chi vive al Sud la vita è più difficile. Sul Fatto di domani, oltre a illustrare il fenomeno, studieremo anche un altro report, che racconta non solo “quanto”, ma anche “come” si trova lavoro in Italia.

NOMINE RAI, LA CARICA DEI PARTITI FA FUORI IL M5S. Nella sua Rai i partiti non mettono più il becco, diceva l’amministratore delegato Carlo Fuortes, di fresca nomina da parte del governo Draghi. E invece al primo giro di nomine, che ha riguardato i telegiornali, pare sia andata diversamente. La direzione del Tg1 è stata affidata a Monica Maggioni, quella del Tg3 a Simona Sala, che lascia la testata giornalistica di Radio Rai ad Andrea Vianello. Mentre il salviniano Gennaro Sangiuliano è stato riconfermato al Tg2. Alessandro Casarin resta alla guida delle testate regionali, mentre a Rai News diventa direttore Paolo Petrecca. Poi c’è la questione del superdirettore dei contenuti di approfondimento giornalistico. Come vedremo sul giornale di domani, le nomine Rai hanno una direzione politica precisa, che si sposa perfettamente con la svolta “draghiana” del centrodestra e di parte del centrosinistra. Mentre i 5S sono stati tagliati completamente fuori, e questo ha provocato le ire di Giuseppe Conte “Fuortes ha scelto la vecchia logica delle istanze dei partiti politici, scegliendo però di escludere il partito di maggioranza relativa, quello che rappresenta 11 milioni di elettori”. E poi ha annunciato che, per protesta, nessun esponente del Movimento parteciperà più a trasmissioni sul servizio pubblico.

VISUAL DATA: L’IMPRONTA MILITARE AMERICANA NEL MONDO. Nella sezione Esplora di FQ Extra dedicata alle inchieste di data journalism, la nostra indagine sulla presenza militare degli Stati Uniti nel mondo. Gli Usa hanno contingenti dispiegati in 160 Stati e possiedono circa il 95% delle basi militari del pianeta. Per fare un paragone, Paesi come Francia, Russia e Regno Unito ne hanno non più di una ventina. La Cina soltanto una. Molti di questi avamposti non sono indicati nei documenti ufficiali della Difesa Usa, ma un’indagine indipendente li ha individuati. Esplora i grafici interattivi.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

Ergastolo ostativo. La Commissione Giustizia della Camera ha approvato un testo base sulla riforma che frena la possibilità di fare ricorso per i boss: dovranno dimostrare l’assenza di legami con i clan.

La Gran Bretagna vota sul conflitto di interessi. Dopo una serie di scandali che hanno lambito il governo, il parlamento inglese discute una proposta di legge per bloccare la possibilità per i deputati di fare consulenze come secondo lavoro. Il voto è atteso per stasera alle 20 ora italiana.

Letteratura da bere. Il rapporto con l’alcol, nelle sue più varie forme, è un altro modo per raccontare la vita e le vicende di scrittori e scrittrici.

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