Intanto la vita reale

I diritti negati alle commercialiste, costrette quasi a partorire in ufficio

La battaglia di due decenni - Si tratta di professioniste (e di professionisti) che devono garantire obblighi nei confronti dello Stato per non incorrere in sanzioni o per evitare che a rischiarle siano i clienti. E a cui non vengono riconosciute malattia o maternità: la proposta di legge che predispone alcune proroghe mette tutti d'accordo, ma mancano le coperture finanziarie

Di Natascia Ronchetti
17 Novembre 2021

È stata costretta a lavorare fino all’ultimo istante, fino al giorno precedente il ricovero già programmato per essere sottoposta al taglio cesareo. “Mia figlia era podalica”, dice Valentina Bruzzone. Il giorno successivo alle dimissioni dall’ospedale era già nuovamente al lavoro. Stanca, sfibrata dai postumi dell’intervento. Con la bambina al seguito, in studio, per poterla allattare, […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 15,99€ / mese

Ti potrebbero interessare

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.