Il Fatto di domani. Ballottaggi: passata la festa, gabbate le Stelle. Sulla crisi di governo abbiamo scherzato, Salvini strappa a Draghi le riaperture. Verso il 100% per cinema e teatri

Di Il Fatto Quotidiano
7 Ottobre 2021

PASSATA LA FESTA, GABBATE LE STELLE. A neanche una settimana dalle amministrative, è partito l’Armageddon contro i pentastellati. Se da un lato i giornaloni continuano a sferrare attacchi alle misure in vigore (come il Reddito di Cittadinanza) o a quelle che potrebbero arrivare (basti vedere oggi il Sole24Ore, e quindi Confindustria, contro il salario minimo), dall’altro le bordate peggiori arrivano da chi dovrebbe portare avanti l’alleanza: il Pd. Incassata la garanzia di Gualtieri di non includere i 5 Stelle nell’eventuale governo capitolino, Carlo Calenda torna all’attacco di Conte, definendolo “campione di qualunquismo e trasformismo”. E quel Vincenzo De Luca che l’altra sera festeggiava l’elezione a sindaco di Napoli di Gaetano Mandrefi insieme con Di Maio e Fico, oggi si diverte a sfotterli: “Non sono cambiato io, sono cambiati loro. E comunque lunedì sera a Napoli avevamo più dirigenti dei 5 stelle che voti dei 5 stelle”. Viste le premesse, sul Fatto di domani torneremo a chiederci se, per il Movimento, perdere questi alleati sia davvero una tragedia.

UNA NUOVA UNIONE O UN DÉJÀ VU? Enrico Letta ci tiene, e ha pure fretta: si lavora a una “coalizione ampia e coesa, in grado di raccogliere il testimone da Draghi”, da Renzi a Fratoianni passando per Calenda. Più che un Ulivo, un insieme di cespugli per tentare di raccattare voti e strappare il governo del dopo Draghi alla destra di Meloni e Salvini. Ovviamente escludendo i 5 Stelle. Un’operazione a tavolino che abbiamo come l’impressione di aver già visto. Dove? Ah, sì: proprio nell’Ulivo naufragato in malo modo, e poi nell’Unione, e poi ancora nell’agenda Monti. Tutti esperimenti che si sono sciolti come neve al sole.

SALVINI-DRAGHI: ABBIAMO SCHERZATO (E CONTINUEREMO A FARLO). È incredibile vedere il leader della Lega così disorientato. Dopo lo strappo di ieri sul fisco, oggi Matteo Salvini è tornato nei ranghi, almeno in parte, annunciando stamattina di fidarsi del premier ma continuando a chiedere di mettere per iscritto il non aumento delle tasse. Nel pomeriggio, poi, il faccia a faccia: “incontro molto utile”, lo ha definito Salvini, per poi riunire i suoi ministri nel cortile di Palazzo Chigi subito prima del Cdm. Dal canto suo, Draghi gli ha ribadito l’impegno del governo a evitare ogni aumento della pressione fiscale. Stamattina, gli aveva già fatto sapere che l’esecutivo deve procedere spedito al ritmo di due Consigli dei ministri a settimana, ma soprattutto che, all’interno del prossimo Ddl Concorrenza, si dovrà ragionare anche di concessioni balneari, da sempre cavallo di battaglia (nonché bacino di voti) del Carroccio. Sulla questione sono attese a breve alcune sentenze del Consiglio di Stato.

APRO, NON APRO, QUANTO APRO. L’altra questione al centro dello scontro (vero o presunto) di Salvini con il “suo” governo era quello delle riaperture post Covid. Il Consiglio dei ministri che se ne deve occupare è ancora in corso, ma fonti governative fanno sapere che si andrebbe verso la piena capienza per i luoghi di cultura, come cinema e teatri. Per le discoteche l’asticella dovrebbe essere fissata al 50% al chiuso, 75% all’aperto; per lo sport 60% al chiuso, 75% all’aperto. Le nuove misure potrebbero entrare in vigore l’11 ottobre. Del resto dal premier era arrivata una rassicurazione alla Lega: proseguire nel percorso delle riaperture, tenendo conto del miglioramento della situazione epidemiologica. Salvini stamattina si era detto pronto a chiedere per le discoteche almeno il doppio rispetto a quel 35% indicato dal Cts. Vedremo com’è andata a finire. Intanto, sul fronte Covid, bisogna registrare i numeri paurosi che arrivano dall’est Europa, e in particolare dai Paesi in cui la campagna di vaccinazione prosegue a rilento.

MANCINI E VIALLI, PANDORA PAPERS NEL PALLONE. Anche i nostri big del calcio sono finiti nella rete dei Pandora papers: parliamo del ct della Nazionale Roberto Mancini, che sarebbe azionista unico di una società con base nelle Isole Vergini britanniche a sua volta proprietaria di un aereo Piaggio P180 acquistato per 7 milioni di dollari. Altro nome eccellente è quello di Gianluca Vialli: il calciatore, che è stato capodelegazione della Nazionale azzurra agli Europei, è proprietario di un’altra società registrata sempre alle Isole Vergini, la Crewborne Holdings, che sarebbe uno schermo servito per gestire una serie di finanziamenti ad attività italiane.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

Contro il caporalato non si è fatto quasi niente. Vi ricordate quando l’ex ministra Bellanova si commuoveva per i migranti sfruttati nelle nostre campagne e ne faceva una battaglia di civiltà? Ebbene, erano chiacchiere. E a certificarlo non siamo noi, ma l’Onu.

Anna Politkovskaja, nessun mandante. A 15 anni dall’omicidio della giornalista russa, è scaduto anche il termine di prescrizione per i colpevoli.

Omosessuali tra le righe. Un libro svela le vite segrete di alcuni intellettuali che celarono nelle opere la loro identità sessuale.

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.