M5S, SI VOTA LO STATUTO DI CONTE. Venticinque articoli e 39 pagine. “È finamente arrivato il momento tanto atteso, il Movimento 5s riparte con nuova forza”. Dopo la pace fatta con Beppe Grillo, Giuseppe Conte ha presentato oggi il suo progetto di rinnovamento dei Cinque Stelle, con una diretta Facebook terminata poco fa . In quello che è il suo primo atto da leader del Movimento, Conte ha ricordato anche i temi chiave e i risultati del M5s ottenuti negli ultimi anni, dalla lotta agli sprechi all’etica pubblica: “Siamo quelli della legge spazzacorrotti, del superbonus e del reddito di cittadinanza, che qualcuno vorrebbe smantellare per interessi di bottega. Piuttosto rinnoviamolo nella parte delle politiche attive”. Inoltre, l’ex premier ha elencato le linee generali del nuovo Statuto annunciando nuovi strumenti per la partecipazione diretta degli iscritti, oltre che un tour per l’Italia “per ascoltare i cittadini”. Leggerete tutti i dettagli sul Fatto di domani. Poco prima del collegamento è arrivato l’appoggio di Luigi Di Maio, che ha detto: “Sono stato con lui in due governi e adesso sono contento e sto sostenendo questo nuovo corso”. Poco fa Vito Crimi ha convocato il voto degli iscritti il 2 e 3 agosto, e in seconda convocazione il 5 e 6.

“NO ALL’IMPUNITÀ”. “Vogliamo processi veloci ma non accetteremo mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati, non accetteremo mai che il processo penale per il crollo del ponte Morandi possa rischiare l’estinzione”, ha detto Conte nel video di presentazione dello Statuto 5s. Avviato il processo di rinnovamento interno, il leader del Movimento metterà proprio la giustizia al centro dell’incontro con Mario Draghi, previsto per lunedì mattina. In quell’occasione Conte presenterà probabilmente una mediazione sul testo Cartabia approvato in Consiglio dei ministri (anche con i voti dei ministri 5S) e ora alla Camera in attesa di essere emendato e discusso dall’aula. Proprio per questo i fautori della controriforma della giustizia (centrodestra in prima linea) temono che il leader 5s possa produrre una marcia indietro su un impianto di legge che, come abbiamo raccontato sul Fatto, si ispira alle idee di Berlusconi sul processo breve e che sancirebbe la morte di tanti processi. Sul quotidiano di domani vi racconteremo cosa si sta muovendo nei partiti in vista dell’incontro tra Draghi e Conte.

I PARTITI NON SI SENTONO TANTO BENE. Da Forza Italia ai Dem alla Lega, con l’eccezione di Fratelli d’Italia che vive un momento di grazia: da quando hanno dovuto dire addio ai finanziamenti pubblici, le formazioni politiche in parlamento hanno dovuto affrontare una vera e propria crisi di bilancio. I contributi privati si sono fatti più rari, e la pandemia ha aggravato una situazione già complicata. Sul Fatto di domani faremo i conti dei partiti degli ultimi 8 anni.

COVID, LA CORSA NON SI FERMA. Le notizie dal mondo portano in primo piano le preoccupazioni pandemiche. A Tokyo, a due giorni dall’inizio dalle Olimpiadi (blindate e senza pubblico) sono stati scoperti 15 casi tra gli addetti ai lavori. In Europa, Francia e Regno Unito reintroducono restrizioni per chi viaggia all’estero e in Spagna è tornato il coprifuoco in Catalogna da ieri. In Italia, i casi crescono ormai a un ritmo consolidato, ma cominciano a salire anche i ricoveri e gli ospedali cominciano ad alzare l’allerta. I dati di oggi. Quello che non cresce più, invece, è il numero dei vaccinati nelle fasce d’età a rischio. La settimana non ha portato alcuna svolta, nonostante i proclami del generale Figliuolo. Nel report della struttura commissariale si legge che ancora il 26,4% dei cinquantenni è in attesa della prima dose: sono poco più di 2,5 milioni di persone, a cui si aggiungono i 2,4 milioni di over 60 non ancora vaccinati (la maggior parte tra 60 e 69 anni). Dopo l’annuncio sul cambio dei criteri di rischio per le regioni, adesso il governo lavora sull’estensione dell’uso del green pass: una bozza dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri giovedì. Sul Fatto di domani vedremo le ipotesi allo studio e la situazione degli ospedali.

DAVIGO, AMARA E I VERBALI. Stamattina il Corriere della sera ha scritto che Piercamillo Davigo sarebbe indagato a Brescia per “rivelazione di segreto d’ufficio”. Il caso è quello delle dichiarazioni dell’ex legale di Eni Piero Amara sull’esistenza di una presunta “loggia Ungheria”, che sarebbero stati consegnati all’ex consigliere Csm ed ex pm di Mani Pulite dal sostituto procuratore di Milano Paolo Storari, che lamentava che non fosse stata aperta nessuna inchiesta. Sul giornale di domani torneremo sulla vicenda con un fact-checking.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

La tratta dei baby calciatori. Sono decine di migliaia i bambini che partono dall’Africa ogni anno col sogno di giocare in Europa, spinti da procuratori sportivi senza scrupoli.

Il disastro in Germania. Mentre si aggrava il bilancio per l’alluvione, è partita la corsa a cercare i fondi per la ricostruzione.

Voci dall’Avana. Torneremo sulle proteste scoppiate a Cuba con le testimonianze di dissidenti.

Eterno ragazzo. Un colloquio “a tutto campo” con Gianni Morandi.


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