ASTRAZENECA PER OVER 60, MA JOHNSON? Il vaccino Janssen (Johnson & Johnson) monodose “viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni”: così è scritto nel verbale del Comitato tecnico scientifico di ieri, allegato alla circolare del ministero della Salute. Poi il Cts spiega: “L’eventuale evidenza, nel contesto nazionale e internazionale, di fenomeni tromboembolici dopo vaccino Janssen dovrà essere oggetto di attento e costante monitoraggio, in maniera tale da offrire la possibilità di formulare più compiuto parere su questo vaccino” Le limitazioni di età decise per AstraZeneca, quindi, non valgono per Johnson, pur avendo quest’ultimo le stesse caratteristiche di AZ. Riparte il caos e i timori di chi deve ancora vaccinarsi e l’incognita seconda dose con un farmaco diverso. Tanto che il Piemonte ha deciso di fermare la somministrazione per chi non ha ancora compiuto 60 anni e il Canada ha annunciato che rinuncerà alla distribuzione di 300.000 dosi. Mentre la Lombardia ha combinato un pasticcio. Sul Fatto di domani racconteremo anche la vicenda del 54enne morto a Brescia per una trombosi (aveva fatto il vaccino Az a fine maggio) e del fascicolo aperto dalla Procura.

JOHNSON, IL FAR WEST DEGLI EFFETTI COLLATERALI. Chi ha fatto la prima dose con AstraZeneca come deve comportarsi per la seconda? Domande che gli italiani si pongono, ma non si conosce nemmeno quanti sono i cittadini under 60 che hanno fatto la prima somministrazione visto che le Regioni non hanno comunicato queste cifre e il monitoraggio dell’Agenzia italiana del farmaco ancora non arriva. Ma c’è anche un’altra questione che angoscia: in caso si verifichi un “evento avverso” come comportarsi? Come leggerete siamo nel solito far west all’italiana: non esiste un protocollo unico da applicare e si procede in ordine sparso. Qui i numeri sui contagi di oggi.

FRATELLI D’ITALIA, L’ALTRA “BESTIA”. La seconda puntata della nostra inchiesta su FdI: vi parleremo della macchina social di Giorgia Meloni che ha superato la Lega di Matteo Salvini (la famosa “Bestia”) anche sul terreno della comunicazione. Poi l’intervista a Filippo Rossi, terzo nella classifica dei politici che più fanno discutere su Facobook. La prossima settimana è prevista l’assemblea del suo nuovo partito, la Buona destra. E vedremo anche gli ultimi sondaggi sul gradimento dei partiti.

LA FAVOLA DI DRAGHI E BIDEN. Questa sera, alle 19,30 ora italiana, è previsto l’incontro “bilaterale” tra Mario Draghi e il presidente Usa, Joe Biden, a margine dei lavori del G7 in Cornovaglia. Un incontro presentato dai giornaloni con il solito carico di melassa. Sul Fatto di domani leggerete come stanno veramente le cose e di che tipo di colloquio si è trattato.

PD, CHI REMA CONTRO L’ALLEANZA COL M5S. Mentre Giuseppe Conte prepara incontri e kermesse per mettere in atto la “rifondazione” del M5S, il Pd si divide in correnti e rivoletti: i casi di Andrea Romano e della De Micheli, Delrio e la sua nuova area, per fare qualche esempio. Sul Fatto di domani vi racconteremo chi, nelle file dei democratici, rema contro il progetto giallorosa e invece lavora per rinsaldare l’alleanza con Italia Viva di Renzi. Sul fronte 5 Stelle l’intervista a Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE DOMANI

Fontana e la vicenda camici. Sul Fatto di domani un nuovo capitolo della vicenda della fornitura di camici alla Regione Lombardia da parte della società del cognato del governatore.

La beffa della Cremona-Mantova. La saga delle autostrade lombarde, dopo Brebemi e Pedemontana, si arricchisce con il caso della Cremona-Mantova: 25 milioni indennizzo al concessionario per un’autostrada per la quale non è stata mai posata nemmeno una pietra. Vi racconteremo anche dei soldi che la Lombardia “butterà” per fare corsie su cui non è nemmeno chiaro chi dovrebbe passare.

Gli esodati in allarme. La Cgil ha diffuso i dati sui risultati dell’ultima (la nona) salvaguardia: sono state accolte solo 1.050 domande su oltre 2.800. Numeri che dimostrano che la platea interessata è superiore ai 2.400 previsti dal governo.

L’eclissi di Bibi. Il ritratto della nostra corrispondente da Tel Aviv, Manuela Dviri, di Benjamin Netanyahu, l’uomo che ha guidato Israele per ben 12 anni.

Secondo tempo. L’intervista a Paolo Bianchini, regista 90enne, che ha lavorato con Sordi, Manfredi, Zampa, Bolognini, Monicelli ed era coinquilino di Sergio Leone.