Il Fatto di domani. “Quello che indaga della Finanza l’abbiamo messo noi”, disse Durigon, ma per Draghi è normale. Pd all’assalto della Commissione su Mps

Di Il Fatto Quotidiano
12 Maggio 2021

L’APPROCCIO GRADUALE DI DRAGHI (DAL COVID A DURIGON). Pomeriggio di question time per il presidente del Consiglio, che ha dovuto spaziare tra i temi più diversi. La pandemia, innanzi tutto, con una risposta a tutti quelli (Lega in testa) che chiedono di riaprire rapidamente: “Il Governo intende adottare un approccio graduale e allentare le restrizioni a seconda dell’andamento epidemiologico e della campagna vaccinale”. Con buona pace del settore wedding: “È fondamentale avere pazienza per evitare che un’occasione di gioia e spensieratezza si trasformi in un potenziale rischio per i partecipanti”. A questo proposito, il premier ha annunciato che la prossima settimana sarà varato il nuovo decreto Sostegni, con uno stanziamento di 200 milioni proprio a sostegno del settore. Poi le parole di cordoglio per gli incidenti sul lavoro: “Voglio esprimere il cordoglio mio e del governo per la morte della giovane Luana D’Orazio e degli altri 5 lavoratori, ben 5 lavoratori, deceduti su luogo di lavoro nell’ultima settimana. Dobbiamo fare di più”. E ancora, il tema dei migranti, con una bella stoccata alla Lega: “Nessuno sarà lasciato solo in acque territoriali italiane, il rispetto dei diritti umani è una componente fondamentale nella politica migratoria. Ora è prioritario il contenimento della pressione migratoria nei mesi estivi con una collaborazione più intensa da Libia e Tunisia nel controllo delle frontiere”. Infine, sempre a proposito del Carroccio, un chiarimento sul caso Durigon (che a proposito dell’indagine sui 49 milioni della Lega aveva detto “quello che indaga della Guardia di finanza…. il generale… lo abbiamo messo noi”): “Nessun ufficiale generale della Guardia di Finanza ha svolto ruoli direttivi nelle investigazioni. Tali ufficiali, tra l’altro, non possono ricoprire un ruolo diretto intervento nelle indagini”. Per il premier, quindi, il comportamento del sottosegretario all’Economia (M5S aveva presentato una mozione di sfiducia) è normale. Sul Fatto di domani ci occuperemo in particolare di quest’ultima vicenda.

DI VACCINI, RT E ANNUNCITE VARIA. Le Regioni oggi hanno chiesto all’esecutivo l’istituzione immediata di un tavolo tecnico per valutare le modifiche ai parametri di valutazione del rischio e in particolare hanno sostenuto l’esigenza di cancellare l’indice Rt sintomi, superare il sistema a colori e dare un peso maggiore alla situazione di stress dei reparti Covid. Richieste rispetto alle quali il ministro Speranza si è mostrato possibilista. E mentre il premier Draghi ha annunciato al question time che entro la fine di luglio tutti gli over 60 avranno ricevuto anche la seconda dose di vaccino, l’Ema ha confermato che per Pfizer i 42 giorni tra l’una e l’altra sono previsti già dal bugiardino. Vedremo come il Lazio si prepara a un Open day, sabato e domenica, per gli over 40 (ma solo Astrazeneca, quasi fosse un “fuori tutto” dei sieri in eccesso) e capiremo a che punto è la sperimentazione di ReiThera, il vaccino “tutto italiano”. Qui i dati odierni dei contagi.

CI VEDIAMO AL SECONDO TURNO. Tramontata l’idea di un’alleanza sui candidati in vista delle amministrative, adesso i giallorosa sono alle prese con il fuoco incrociato sui ballottaggi. Ieri Chiara Appendino l’ha detto senza mezzi termini: i 5Stelle non appoggeranno un eventuale candidato del Pd neanche al secondo turno. Sul giornale andremo allora a vedere cosa sta accadendo nelle principali città, dove gli accordi tanto attesi si sono sciolti come neve al sole. Proveremo a sentire il parere dell’ex ministro dem, Francesco Boccia, e intervisteremo (non solo su questo) Alessandro Di Battista, che venerdì uscirà in libreria con il suo libro “Contro” (il governo Draghi), della nostra casa editrice Paper First.

PONTE O NON PONTE. Ieri sera si è svolta l’assemblea dei 5Stelle sul progetto di costruzione del ponte sullo Stretto. Un progetto vecchio e già analizzato (e bocciato) decine di volte che pure sta tornando in auge grazie al governo dei Migliori. Il ministro Giovannini rilancia l’idea delle tre campate. Vedremo, attraverso il parere di uno dei massimi esperti, perché una simile soluzione non è fattibile (come pure le altre proposte). Sonderemo anche la reazione degli esponenti siciliani del Movimento.


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Mps, le mani del Pd sulla commissione d’inchiesta. Perché i dem hanno tanto a cuore la presidenza della commissione, voluta a marzo di quest’anno per indagare sulla morte di David Rossi?

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