Un attentato suicida islamista, un’offensiva segreta israeliana, una detonazione atomica. Come il nitrato stipato nel deposito 12 del porto di Beirut, veloce più della rabbia dei cittadini che invadono le strade in fiamme di una città già bruciata, è deflagrata nel web anche la disinformazione sulla catastrofe libanese. Perfino per Trump, subito smentito dai suoi […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

“Impiccati” e manganelli. La rabbia travolge Beirut

prev
Articolo Successivo

Tinello e video: così “Old Joe” si conserva per battere Donald

next