Un codice di comportamento sommerso per predeterminare nell’Università di Catania gli esiti dei concorsi, che venivano “cuciti” addosso a chi doveva vincerli. Nessuno spazio per il merito. Gli altri candidati erano “da schiacciare” e chi osava fare ricorso se la doveva “piangere”. È il vaso di Pandora scoperchiato dalla Procura etnea sfociata nella sospensione da […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€/mese

Articolo Precedente

Ricerca sul cancro, risultati ritoccati per ottenere milioni. Ma la Procura deve archiviare

prev
Articolo Successivo

Il familismo accademico e la legge

next