Ormai il Salone del Libro di Torino, da qualche anno, è diventato una specie di romanzo d’avventura. Non nel senso del grande romanzo di Alberto Ongaro su Hugo Pratt, Un romanzo d’avventura, per l’appunto, ma in quello molto più italiano dell’incognita perenne, del sempre possibile imprevisto, e ovviamente dell’arte di arrangiarsi, oltre che dei colpi […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

“Per Ronconi sono finito in ospedale e ‘me rode’ per i tanti ruoli da cattivo”

prev
Articolo Successivo

“Renzo Arbore & Friends”, un grazie per avermi accettato come cantante

next