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venerdì 18/01/2019

Casellati, la “Evita” che sogna il Quirinale (con l’ex portavoce di Napolitano)

Poltrone - Gli strappi del presidente di Palazzo Madama per imitare Mattarella, che non gradisce

Maria Elisabetta Alberti Casellati. Pausa. Presidente del Senato e seconda carica dello Stato. Altra pausa. Aspirante presidente della Repubblica.

Diavolo d’un Nitto Palma, l’ex ministro berlusconiano della Giustizia (sovente ad personam), trombato alle ultime Politiche e oggi riciclatosi come “direttore del gabinetto” di Casellati a Palazzo Madama. Da quando infatti Palma imperversa nello staff presidenziale del Senato, la seconda carica dello Stato si è convinta di poter diventare “la prima” nel 2022, al termine del settennato di Sergio Mattarella.

E così ecco spuntare l’impettita presidente del Senato, già falco forzista in materia di giustizia, passare in rassegna i finanzieri a bordo di una camionetta blindata e ornata finanche del vessillo di capo dello Stato supplente. Ma la fissazione di Casellati che aspira al Quirinale sono i palchi dei teatri, in occasione delle “prime”. Impressionante la somiglianza tra il Mattarella del 7 dicembre alla Scala e la Casellati versione San Silvestro alla Fenice di Venezia.

L’aneddotica è varia e contempla strappi mai accaduti. Spicca il messaggio di buon 2019 dopo la mezzanotte del 31 dicembre e postato sui social. Uno strappo notevole risale al 19 dicembre, durante la cerimonia al Colle per gli auguri alle alte cariche: Casellati ha tenuto un discorso lungo, provocando il disappunto di Mattarella, già contrariato per questa continua evoluzione della sua “supplente”. Il 23 poi si è fatta accompagnare in Libano dalla ministra Trenta: per protocollo il titolare della Difesa può scortare solo il capo dello Stato.

Ora per il 2019, il presidente del Senato promette di fare ancora meglio. E su consiglio di Palma, a Palazzo Madama dovrebbe arrivare il terzo portavoce in pochi mesi: Maurizio Caprara, già consigliere per la stampa di Giorgio Napolitano al Colle. Appunto.

Per lo stesso ruolo era stata interpellata anche Danila Subranni, figlia del generale Antonio condannato a 12 anni per la Trattativa Stato-mafia. Ex portavoce pagatissima dello scissionista Angelino Alfano, ha poi scelto l’offerta di Mariastella Gelmini, capogruppo forzista alla Camera.

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