Certo: è innegabile che le scatole di zuppa Campbell’s – con la loro implicita elevazione a opera d’arte di una materia così comune (potremmo intendere letteralmente “volgare”) – e le innumerevoli polaroid abbagliate e irregolari siano una firma tra le più riconoscibili della produzione di Andy Warhol, eppure è stato il volto umano il suo […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

I russi arrivano a Berlino: l’ultima inchiesta per l’ebreo Oppenheimer

prev
Articolo Successivo

Una storia semplice per un omicidio difficile

next