Non deve essere stato facile per Giuseppe Perrone passare attraverso gli ultimi due “datori di lavoro”. Il nostro ambasciatore a Tripoli ha vissuto il cambio di marcia nella strategia sui migranti del Viminale, partita nel giugno del 2017 con l’allora ministro Marco Minniti, e passato poi a Matteo Salvini. Certo ci ha messo anche del […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Il Santone del “falso”, tutta l’America vuole il verbo di Jones

prev
Articolo Successivo

Il senso di Zamira per le corna: Italians do it better

next