Fermare il tempo. Dominarlo. Riavvolgerlo. Era una delle ossessioni segrete di Gino Santercole. Sin da quando, ragazzino uscito di collegio dopo la morte del padre, si mise a fare l’orologiaio assieme allo zio. Uno zio di cui sarebbe divenuto, una volta adulto, anche cognato, aggrovigliando i fili di quel bizzarro stato di famiglia, il nucleo […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

“Scrivo l’ultimo Millennium in attesa di raccontare il Nulla”

prev
Articolo Successivo

Il comunicatore

next