Gavin Jones è corrispondente di Reuters a Roma dal 1995. Segue la politica italiana dall’anno dopo la prima campagna elettorale di Silvio Berlusconi. Osserva da vicino l’ex Cavaliere da 23 stagioni. E i suoi cambiamenti: “In un’intervista di alcune settimane fa – annota Jones – gli ho sentito dire diverse frasi che mi hanno colpito: sembrava in uno stato di confusione evidente. Magari è normale per un uomo di 81 anni. Ma mi lascia perplesso che nessuno ne parli”.

In uno degli ultimi discorsi pubblici Berlusconi si è vantato di aver alzato le pensioni a “mille lire al mese”. La sua “fatica” è solo folklore o è un argomento politico?
Non solo confonde euro e lire, ma dimentica quasi sempre i miliardi quando parla del Pil o del debito pubblico. Mi ha colpito una frase in particolare: ha detto che quando era al governo ha abolito 411mila leggi. Non è un lapsus: è una cifra precisa. Un numero assurdo, senza alcun fondamento.

I media sottovalutano la confusione di Berlusconi?
Da osservatore esterno, mi sembra strano che non se ne parli affatto. Quasi come se tutti facessero finta di non vederlo, come nella fiaba “I vestiti dell’imperatore”: nessuno dice che il monarca è nudo, solo un bambino. Ma c’è una rimozione – e lo dico di nuovo da giornalista straniero – ancora più impressionante.

Quale?
Mi sembra che Berlusconi sia trattato con straordinario rispetto. Quasi con reverenza. Quando è intervistato, non vengono mai citati i suoi problemi: la condanna, il conflitto di interessi, i processi ancora in corso. Sono temi che la stampa estera ha enfatizzato molto. Qui non esistono. In Inghilterra sarebbe inconcepibile che in tutta la campagna elettorale non sia mai citato il fatto che un leader politico sia a processo per corruzione dei testimoni.

L’Italia sembra sotto anestesia. Non trova che queste elezioni siano tra le meno attese che le sia capitato di raccontare?
Trovo che sia stata una campagna spenta, quasi artificiale, finta. Probabilmente perché c’è l’idea di fondo che non vincerà nessuno e troveranno un accordo dopo il voto. Non ci sono idee originali per animare la campagna e non ci sono nemmeno soldi: i partiti sono in rosso. La campagna elettorale si fa tutta in televisione e pochissimo in piazza, ma poi neanche in tv ci sono duelli tra i leader. L’unico che avrebbe interesse a farli è Renzi, ma gli altri si negano, non vogliono riaccreditarlo.

Ricapitolando: B. è un capo politico anziano, poco lucido, senza più guizzi e idee. Com’è possibile che abbia ancora un ruolo centrale, di chi è la colpa (o il merito)?
La mia impressione è che nessuno abbia mai voluto dargli il colpo di grazia, né a sinistra né a destra. Renzi ha disegnato la legge elettorale insieme a lui, danneggiando i 5Stelle. Nel centrodestra nessuno ha mai provato a rimpiazzarlo. Berlusconi non è nemmeno più così popolare, ormai. Guardi i numeri. Forza Italia potrebbe prendere il 16%, con un’affluenza attorno al 70%. Dunque il 10% dell’elettorato. Questo significa che 9 italiani su 10 non votano Berlusconi. Eppure è ancora lì, a capo dello schieramento che potrebbe vincere le elezioni.

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