Pensi a Zard e nell’aria si diffonde l’odore acre dei lacrimogeni, e nelle orecchie il fruscio delle carte bollate si sovrappone alle voci dei giganti del rock. È stato un guerriero, David, fino alla resa di ieri al Policlinico Gemelli, 12 anni dopo il trapianto di fegato che gli aveva fiaccato solo il corpo, non […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

“È stata dura andare oltre ‘Amici’. Ora le malelingue non lasciano più traccia”

prev
Articolo Successivo

Scipione, il condottiero “Africano” con una visione di politica e storia

next