Marx Reloaded, la newsletter sulle sinistre in Italia e nel mondo: questa settimana il ritorno di Tsipras, l’evento-mondo di Gaza e la Gkn pronta a salpare
per scrivermi: s.cannavo@ilfattoquotidiano.it
Iscriviti a Marx Reloaded
Politica/Tsipras torna e impugna la bandiera anti-Trump
Che il nuovo partito di Alexis Tispras, Elas, sia destinato a crescere nella sinistra greca è dimostrato dall’ennesima fuga da Syriza. Il partito che aveva vinto le elezioni nel 2015 portando Tsipras alla presidenza e poi fallito clamorosamente la prova di governo soprattutto nel rapporto con l’Europa, ha perso sabato 4 luglio un altro deputato. Giorgos Karameros si è dimesso sia dal partito che dal suo seggio parlamentare, dichiarando il suo sostegno alla neonata Alleanza della Sinistra Greca (Elas). «Rimarrò in prima linea d’ora in poi, ma come cittadino attivo, un semplice “soldato” nella necessaria e vincente alleanza progressista tra socialdemocrazia, sinistra ed ecologia politica», ha dichiarato Karameros, eletto per la prima volta nel 2023. Karameros ha affermato di aver sostenuto l’iniziativa di Tsipras fin dall’inizio e di credere che la creazione di Elas offra “una prospettiva per la Grecia“. L’abbandono del seggio risponde a una precisa disposizione dello stesso Tsipras il quale ha affermato più volte che, prima di aderire al suo nuovo partito, gli attuali parlamentari devono cedere i loro seggi. Il 3 luglio anche l’ex portavoce di Syriza, Kostas Zachariadis, si era dimesso dichiarando il suo sostegno a Tsipras.
L’ex premier ha lanciato il suo nuovo partito a fine maggio con l’intento di unire l’opposizione frammentata del paese contro Nuova Democrazia del primo ministro Mitsotakis. E i sondaggi lo danno come la seconda forza politica in Grecia: Nuova Democrazia è al 30% dei consensi e Elas, molto più distante, è comunque seconda con il 17%. Tsipras però scommette sulla debolezza del centrosinistra: “Il quadro non è positivo per il governo“, ha affermato in una intervista a Politico.eu, “ma piuttosto negativo per l’opposizione, ed è per questo che è nato Elas.” Tsipras ha affermato che Mitsotakis si è spinto troppo oltre. “Le relazioni greco-americane sono di natura strategica e devono essere guidate dal mutuo vantaggio“, ha dichiarato. “Il governo sta perseguendo una politica di assegni in bianco, e questo non serve i nostri interessi nazionali“.
Nella stessa intervista Tsipras ha lasciato capire che batterà molto il tasto sui rapporti tra Mitsotakis e Donald Trump: “Le relazioni greco-americane sono di natura strategica e devono essere guidate dal mutuo vantaggio“, ha dichiarato. “Il governo sta perseguendo una politica di assegni in bianco, e questo non serve i nostri interessi nazionali“. Come esempio positivo ha citato la Spagna di Pedro Sanchez che ha rifiutato di avallare l’aumento delle spese militari in sede Nato. I toni assunti dal “nuovo” Tsipras sembra corrispondere di più a un approccio “populista” sia pur di sinistra e fortemente centrato sugli interessi della Grecia. Anche per questo fa propria la battaglia sulla corruzione: “Abbiamo la tassa invisibile sulla corruzione, e la chiamo tassa perché credo che il costo dei livelli di corruzione diffusi e senza precedenti in Grecia sia talmente elevato da privare le politiche sociali di risorse“, ha affermato. “Ogni euro perso a causa di aggiudicazioni dirette negli appalti pubblici e di appropriazione indebita di fondi europei è un euro perso per le scuole pubbliche, gli stipendi degli insegnanti, gli ospedali pubblici e le retribuzioni degli infermieri“, ha aggiunto.
Quanto al bilancio del suo mandato da premier e al conflitto che dovette gestire con la Ue e con la Troika inviata a controllare i conti pubblici l’ex premier dice: «Si sta cercando di concentrarsi sui primi sei mesi del mandato da primo ministro, da gennaio a luglio [2015], ma c’è anche il periodo precedente e successivo. Il Paese non è entrato in crisi a causa delle nostre politiche… Abbiamo raggiunto un accordo difficile, segnato da conflitti e tensioni, ma abbiamo posto fine ai salvataggi, ripristinato la credibilità dell’economia e conseguito tassi di crescita positivi.» Insomma, l’ipotesi proposta è che sia un leader credibile, in grado di salvare la Grecia. Non c’è riuscito la prima volta, vorrebbe riuscirci una seconda. Mitsotakis permettendo.
Libri/Il nuovo simbolo mondiale: Gaza
La tesi contenuta nell’agile libro di Nancy Fraser, appena pubblicato da Castelvecchi, Gaza come evento-mondo, è racchiusa nel titolo. Gaza come evento-mondo rappresenta “un punto di svolta epocale in grado di rivelare la natura del nostro tempo e di farsene segno“. Fraser sfiora l’indicibile novecentesco quando afferma che Gaza “oggi si candida a sostituire “Auschwitz” come principale simbolo dell’atrocità umana” un’affermazione che argomenta passando in rassegna alcuni fatti avvenuti in diversi angoli del pianeta, Germania, Stati Uniti, Giappone e la stessa Palestina.
Il cambiamento è visibile negli episodi di censura che la stessa Fraser ha subito in Germania – e che si sono ripetuti a livello mondiale, Italia compresa – e che vengono etichettati con il termine coniato dalla filosofa ebreo-statunitense Susan Neiman: “Maccartismo filosemita”: Un “controllo poliziesco del pensiero” che utilizza dispositivi in voga nel maccartismo statunitense della Guerra fredda: “liste nere, giuramenti di fedeltà, fare i nomi di altri militanti di sinistra davanti a una commissione del Congresso”. Il maccartismo filosemita si è messo all’opera bandendo e criminalizzando tutte le forme di attivismo, politico, sociale e soprattutto culturale, a sostegno dei diritti palestinesi. Donald Trump negli Usa se n’è fatto fiero portavoce attaccando, ad esempio le università, i docenti e gli studenti dei campus che avevano dato vita a un forte movimento pro-palestinese.
Questo cambio di paradigma coinvolge ovviamente in primo luogo gli ebrei, le comunità ebraiche, Israele. Quello che Fraser mette in evidenza è ormai l’affermazione di un modello nuovo, “l‘ebreo forte” che a differenza di quello debole avviatosi passivamente verso le camere a gas, combatte e ha già dimostrato di riappropriarsi dell’antica patria, fondando Israele. “È questo “ebreo forte” a essermisi parato davanti – scrive Fraser – in quel messaggio proveniente da Israele sulla mia esclusione dall’Università di Colonia: ‘Nemmeno i discendenti dei nazisti ti sopportano, puttana di una kapò‘. Un giudizio che ribalta le categorie, gli ebrei dissidenti come “kapò” e le vittime palestinesi come “nazisti”. Israele ha messo in discussione la stessa identità della diaspora con gli “ebrei israeliani ormai tagliati fuori da una parte consistente della ‘comunità ebraica globale’, sempre più orientata verso posizioni antisioniste”.
Come sintetizza nella prefazione Giorgio Fazio, Fraser “ricostruisce come Auschwitz sia invocata oggi di fatto per giustificare un nuovo genocidio, le manifestazioni pro-Palestina e contro la politica criminale di Netanyahu siano tacciate di antisemitismo e represse come illegali, gli ebrei che criticano le politiche di occupazione in Cisgiordania e la distruzione di Gaza siano considerati fiancheggiatori dei nazisti“. Un cambio di paradigma, appunto.
Società/La ex Gkn si prepara a salpare
Convergere, salpare, insorgere. Si ispira alla propria storia e a quella della Global Sumud Flotilla, l’assemblea nazionale che la vertenza ex Gkn tiene a Campi Bisenzio, Firenze, domenica 12 luglio. Sabato 11 ci sarà la serata di festa con concerto in piazza, ma domenica i protagonisti sono gli oltre 2000 azionisti che hanno sottoscritto il capitale sociale della Gkn For Future (Gff) la Cooperativa che intende progettare una reindustrializzazione, per lo meno quella resa possibile dall’inadempienza degli enti locali, soprattutto la Regione, e dal silenzio delle forze politiche. Sono stati raccolti finora oltre 1 milione di euro, una cifra comunque rilevante il cui utilizzo verrà deliberato il 12 luglio. Il collettivo di fabbrica dice che 5 anni di lotta ex Gkn non possono finire nel nulla e che costruire un’alternativa concreta è necessario”. “Per questo – scrivono gli operai – proporremo di prelevare il milione raccolto per attivare la cooperativa, anche solo con una piccola direttrice del piano industriale. Non è un punto d’arrivo, ma una nuova tappa”.
Iscriviti a Marx Reloaded