Marx Reloaded, di Salvatore Cannavò
20 Maggio 2026
Le notizie della sinistra italiana e internazionale: dal socialismo Usa al comunismo di Canfora
di Salvatore Cannavò

Bernie Sanders e i suoi fratelli

Il grande evento che al Salone del libro di Torino il 16 maggio scorso ha visto duemila persone entusiasmarsi per l’intervento di Bernie Sanders ha avuto solo un grande assente: il socialismo. Nessuna domanda sui socialisti d’America da parte dell’intervistatore, il direttore del Post Francesco Costa e quindi nessun riferimento a quello che rimane il merito storico del senatore eletto, come indipendente, nel Partito democratico. Sanders è colui che ha ridato un’anima alla sinistra statunitense e una prospettiva al socialismo negli Usa. Questa novità va presa con la dovuta cautela e senza enfasi eccessive. Sanders impersona un socialismo democratico, più simile alla socialdemocrazia scandinava che al Partito socialista Usa di inizio Novecento. Eppure da quell’esperienza deriva quello che gli statunitensi chiamano il “socialismo delle fogne” quella capacità, dimostrata dal sindaco Daniel Webster Hoan, al governo di una città come Milwaukee negli anni Trenta del ‘900, sotto la cui guida fu costruito il sistema fognario, la migliore rete di parchi pubblici, e il superamento della Grande Depressione in forme migliori rispetto al resto del paese. Leader che mantenevano le promesse di un buon governo tanto che lo stesso Sanders è noto per aver identificato la propria attività di sindaco di Burlington, nel Vermont, dove ha governato per otto anni, grazie alla capacità di far “spalare la neve” agli operai comunali.
Non è un caso che il neo-sindaco socialista di New York, Zhoran Mamdani, eletto con il 70% dei voti da una composizione sociale multietnica ed imperniata sulla working class cittadina, ma anche su studenti e ceto intellettuale, abbia indicato come le realizzazioni più importanti dei suoi primi cento giorni di governo, anche la capacità di “riparare le buche”.

Un socialismo concreto, dunque, che però ha realizzato una sorta di “astuzia della storia” riproponendo un termine che sembrava bandito dal discorso pubblico nel paese più capitalista e, dopo la vittoria di Trump, più a destra del pianeta. Se oggi possiamo riflettere su cosa significhi essere socialisti è grazie a questa novità che proviene da oltreoceano e che va al di là della mera misurazione del grado di riformismo insito in quel movimento.
Sanders, con la sua campagna alle primarie presidenziali Dem del 2016 e poi del 2020, ha fatto in modo che quella tendenza diventasse di massa e potesse concorrere per conquistare la leadership progressista. Ha utilizzato lo shock subito dagli Stati Uniti con la crisi finanziaria del 2008 e il crollo dei mutui subprime; ha interpretato politicamente la ventata di mobilitazioni rappresentata da Occupy Wall Street; ha messo al centro dell’agenda il tema degli “oligarchi” e del predominio dei grandi manager e dei più ricchi dando seguito all’idea che il 99% del pianeta deve combattere contro l’1% che se ne vuole appropriare. Non a caso al Salone del libro è venuto a presentare il libro Contro l’oligarchia (Chiarelettere) riattualizzando un pensiero di sinistra anticapitalista che pur in quadro di riforme e di moderazione non rinuncia a un pensiero forte e a misure radicali.

Chissà se questa forza potrà contagiare la sinistra italiana. Nella sua presenza a Torino Sanders ha incontrato solo una leader politica, Elly Schlein, che gli ha fatto una buona impressione: “Tutt’altro che noiosa” ha commentato dopo l’incontro di quarantacinque minuti. Poi, l’ha abbracciata davanti alle telecamere di Che tempo che fa, entrambi ospiti di Fabio Fazio e lei non ha esitato a dire di aver “condiviso tutto” dell’intervento del senatore statunitense. Il quale ha in animo di contribuire ad ampliare l’offerta politica della sinistra antioligarchica.

Subito dopo la vittoria di Trump aveva girato gli Stati Uniti assieme a colei che potrebbe essere una naturale erede nella sfida interna al Partito democratico per la presidenza, Alexandra Ocasio Cortez nel tour “Fight Oligarchy”. Non si è fatto mancare il sostegno pieno e costante al sindaco newyorchese, Mamdani, definito nel suo viaggio in Italia “a really good guy“, un ragazzo davvero in gamba. Ma non si ferma qui. Agli elettori che lo seguono, e a cui chiede costantemente un contributo economico “di 27 dollari o qualsiasi cifra tu possa permetterti” ha ricordato che i candidati di sinistra e socialisti sono diversi: “Alcune settimane fa, scrive Sanders, Brian Poindexter, operaio siderurgico e leader sindacale, ha ottenuto una vittoria schiacciante alle primarie democratiche per il Congresso nel 7° distretto congressuale dell’Ohio. Zohran Mamdani ha sfidato l’establishment politico e ha vinto a New York. Abdul El-Sayed è in testa nei sondaggi nella corsa al Senato degli Stati Uniti in Michigan. E il 28 marzo, oltre 8 milioni di americani sono scesi in piazza per le manifestazioni “No Kings” in ogni stato del Paese“. Ma non basta occorre continuare: “Analilia Mejia ha iniziato la sua campagna per il Congresso nel New Jersey praticamente senza alcuna notorietà. Eppure, ha sconfitto un ex membro del Congresso e un ex vicegovernatore, vincendo le primarie democratiche. Ora si appresta ad affrontare le elezioni generali e ha nuovamente bisogno del nostro aiuto. Il dottor Adam Hamawy ha salvato vite umane con grande coraggio e onore: lo ha fatto come soccorritore l’11 settembre, come chirurgo traumatologo in Iraq, come volontario negli ospedali sotto bombardamento a Gaza e nei pronto soccorso del New Jersey. Ora si candida al Congresso. Randy Villegas è un educatore e piccolo imprenditore proveniente da una famiglia della classe lavoratrice, che comprende le difficoltà che milioni di americani affrontano ogni giorno. Si candida al Congresso in California. Durante il suo mandato nel Consiglio dei Supervisori di San Francisco, Jane Kim ha contribuito a rendere San Francisco una delle prime città a rendere gratuiti i college comunitari, ha negoziato livelli record di alloggi a prezzi accessibili con i principali costruttori e ha ottenuto la prima ordinanza della California sul salario minimo di 15 dollari. Oggi si candida alla carica di Commissario per le Assicurazioni dello Stato, dove si opporrà ai potenti interessi delle grandi aziende.

C’è un movimento in corso negli Stati Uniti e un vento nuovo che soffia e che può fare bene alla sinistra globale se solo se ne occupasse con serietà e ne ricavasse materiale per riflettere e ragionare. Il numero 98 del mensile del Fatto quotidiano, Millennium, Bandiera rossa sulla casa bianca o con il numero di Jacobin Italia, Socialism for future, questa indagine è stata almeno cominciata. Servirebbe una discussione più ampia che questa newsletter, che oggi comincia ad arrivare sulla vostra posta, intende monitorare e accompagnare. Per il Marx reloaded che caratterizza la nostra testata si intende un occhio curioso su quello che accade nella sinistra mondiale. Seguiteci per scoprirlo con noi.

Idee/Canfora e la sostanza del comunismo

Il libro Comunismo, un’altra storia di Luciano Canfora è un affascinante viaggio alla ricerca dell’identità più profonda di un nome che ha sconvolto la storia. Non è una storia, ché quella “è stata già scritta”, e nemmeno una radiografia teorica che mette a confronto interpretazioni diverse. In una ricerca filologica e storica molto scrupolosa l’autore vuole stabilire cosa sia, davvero, comunismo. E la risposta, sia pure schematica, è netta: “Il comunismo è Marx e Lenin”. Tutto il resto è storia della socialdemocrazia a partire dal sodale di Marx, Friedrich Engels fino a Palmiro Togliatti, passando per Turati e Kautsky. Per Marx si intende il Manifesto del partito comunista e ovviamente gli scritti economici, a cominciare dal Capitale, nonostante osservandone la fase di scrittura, le contraddizioni interne, le aporie, Canfora stabilisca che alla fine del suo percorso, grazie soprattutto alla riscrittura delle prefazioni da parte di Engels, il Manifesto sia sfociato nella socialdemocrazia. Ma il suo contenuto di fondo, voluto da Marx, l’autonomia del proletariato e la sua sfida alla borghesia per il potere definitivo, rappresenti un elemento distintivo del comunismo

Così come l’altro fattore decisivo, la trattativa di Lenin con gli Alleati anti-bolscevichi, per arrivare alla pace post-rivoluzionaria. Un passaggio che si inserisce nell’alto volto del comunismo, fortemente debitore di Lenin, “il processo inarrestabile e contrastato della ‘decolonizzazione’ in lotta quotidiana contro la ‘ricolonizzazione’ occidentale. La decolonizzazione versus l’imperialismo sarà l’ultima e unica possibile “lotta per il socialismo”. Questa sfida ha garantito al comunismo un futuro oltre la socialdemocrazia e, per certi versi, resta ancora oggi uno scenario praticabile viste le contrapposizioni tra Nord e Sud del mondo. Ma più in generale, la ricostruzione meticolosa, ricca di citazioni e in cui risuona la cultura dell’autore, aiuta a immergersi nei mandri di una storia che è stata dichiarata conclusa, ma che invece continua a emanare suggestioni per il futuro.

Movimenti/ Adelante e altre storie

– Spagna: Alle elezioni regionali dell’Andalusia, in Spagna, il Partido Popular del governatore uscente Juan Manuel Moreno Bonilla ha vinto, senza confermare la maggioranza assoluta. fermandosi al 41,5% con 53 seggi, cinque in meno rispetto ai 58 che controllava, a due dalla maggioranza dei 109 deputati della Camera andalusa. Il Psoe, con la candidata ex vicepremier alle Finanze Maria Jesus Montero, ottiene il 22,8% e 28 deputati sui 30 della passata legislatura. La forza di ultradestra Vox si attesta al 13,8% dei suffragi e 15 seggi, uno solo in più di quelli che controllava. Ma la vera sorpresa è stata la sinistra anticapitalista e “sovranista” Adelante Andalucia che ottiene il 9,5% dei suffragi e quadruplica da 2 a 8 seggi la sua rappresentanza, riuscendo nel sorpasso su Por Andalucia (Izquierda Unida, Sumar, Podemos,Verdes Equo, Alianza Verde), ferma a 4 seggi, uno in meno di quelli che aveva nell’ultima legislatura.

– Gran Bretagna: Ken Loach ha accusato il partito Your Party di aver sprecato un’opportunità per unire la sinistra nella lotta contro l’estrema destra, dopo che il movimento socialista emergente fondato dagli ex esponenti laburisti Jeremy Corbyn e Zarah Sultana si è impantanato in lotte intestine. In un’intervista a The Guardian, il regista ha detto: “C’era grande speranza quando Jeremy Corbyn e Zarah Sultana hanno unito le forze; 800.000 persone hanno espresso interesse, ovvero tre volte il numero di iscritti a un partito politico”, ha affermato. “Ma temo che alcuni comportamenti siano stati davvero inopportuni e che abbiano perso un’occasione storica.”

– No Remigrazione: un appello allo stop al corteo per la Remigrazione, organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, previsto per il 13 giugno a Roma, vede l’iniziativa di Anpi, Cgil, Europa Verde, i Giovani dem, Libera contro le Mafie, il M5S, Nonna Roma, la rete degli studenti medi, Rifondazione, Sinistra Civica Ecologista, Sinistra Italiana, il sindacato Sunia e l’Udu (unione degli universitari): “Esprimiamo tutta la nostra contrarietà alla manifestazione annunciata per il 13 giugno a Roma sulla cosiddetta ‘remigrazione’, una proposta razzista e xenofoba, in aperto contrasto con i valori della Costituzione si legge. E una iniziativa da parte di centri sociali, collettivi universitari e altre sigle della sinistra romana dà appuntamento a un’assemblea il 21 maggio all’università di Roma: “Chiediamo a tutte le forze politiche e sociali, al mondo della cultura, dello spettacolo, della formazione, di attivarsi per impedire la provocazione di una manifestazione fascista nel cuore della capitale del paese”.

Il Fatto Quotidiano
Disiscriviti
IL FATTO S.P.A. - C.F. E P.IVA 10460121006
VIA DI SANT'ERASMO, 2 ROMA