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il Fatto Quotidiano
16 Agosto 2021
Il fatto economico

Prosegue l’appuntamento con la newsletter Il Fatto Economico. Questa settimana traduciamo un’inchiesta del Financial Times dedicata al protagonista del maxi-furto da 600 milioni di dollari in criptovalute, avvenuto la settimana scorsa ai danni di Poly Network. Restando in tema critpo, la rubrica di Nicola Borzi torna a occuparsi di “fan token”, tornati in primo piano con il passaggio di Lionel Messi al Psg, e in particolare della società che rilascia quelli delle principali squadre europee: è di un francese e porta dritta ai paradisi fiscali. Oggi i giornali non sono in edicola, perciò invece degli articoli del nostro inserto del Lunedì vi proponiamo una rassegna dei migliori pezzi di ambito economico usciti sul giornale nell’ultima settimana.

Buona lettura.


FT: la strana storia dell’hacker “buono” che ha rubato 600 milioni di dollari in criptovalute a Poly Network

di Philip Stafford, Siddharth Venkataramakrishnan e Miles Kruppa

Solo un’ora dopo la scoperta di uno dei più grandi furti di cripovaluta avvenuti nella storia della criptofinanza (600 milioni di dollari), lo stesso hacker anonimo che lo aveva messo a segno ha “regalato” 42 mila dollari a un utente per avergli rivelato che alcuni dei beni che aveva sottratto erano stati congelati ed erano diventati inaccessibili. Questo apparente atto di generosità è stato solo il primo della serie di colpi di scena che hanno scandito la storia della rapina virtuale che ha sconvolto il mondo delle cripto.

La vittima dell’hacker misterioso è stata una società fino a quel momento poco nota chiamata Poly Network, che appartiene al settore della finanza decentralizzata, detta in gergo DeFi. La DeFi collega tra loro i ledger di blockchain più utilizzati, rendendo possibile trasferire valuta creata in una rete blockchain verso un’altra rete. La DeFi è la punta di diamante del mondo degli asset digitali. L’obiettivo degli sviluppatori è costruire un sistema automatizzato per saltare gli intermediari come banche e borse, e ovviamente le loro commissioni.

È proprio grazie ai “ledgers” che l’assalto a Poly Network è fallito. Infatti, nel mercato delle criptovalute tutte le transazioni sono registrate sui libri mastro digitali. Questo ha permesso a Poly di fare quello che fanno le banche tradizionali quando vengono svaligiate: comunicare alle autorità i numeri di serie delle banconate rubate. La società ha messo online i codici degli assset oggetto di hackeraggio e inviatato gli investitori “creare una lista nera”, rendendo così molto più difficile per l’hacker spostare i beni sottratti senza essere scoperto. È a questo punto, mentre tutte vie di fuga si chiudevano rapidamente dietro di lui, che il ladro ha cambiato strategia.

(continua a leggere)

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