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il Fatto Quotidiano
10 Agosto 2020
Il fatto economico

Torna la nostra Newsletter tematica dedicata all’economia (il programma generale delle newsletter lo trovate qui). Ogni lunedì vi offriremo il nostro inserto, ma con qualcosa in più.

Grazie a una collaborazione con il Financial Times, pubblichiamo un’analisi della drammatica situazione del Libano, che l’esplosione di Beirut non ha fatto che aggravare. Il paese potrebbe aver toccato il punto più basso dalla fine della guerra nel 1990.

La lettura è riservata agli abbonati al Fatto Quotidiano, che ancora una volta ringraziamo per la fiducia che ci hanno accordato.

L’alternativa è tra riforme o fallimento

Financial Times: martedì scorso a Beirut è esploso quello che restava del Libano

Da sempre in primo piano nello scenario mediorientale, il paese dei cedri è da decenni in preda a una crisi economica e finanziaria causata da una politica faziosa e clientelare. Ora, la nuova tragedia che ha sconvolto la capitale ha mandato in frantumi anche gli ultimi resti di un sistema che, per sopravvivere, può solo cambiare.

di David Gardner

Usa contro Cina

“Permesso, sospeso, bandito” Com’è messo il 5G di Pechino

Anti-Huawei. Pochi i governi che usano un bando formale (Stati Uniti e Uk), molti mettono paletti anti-cinesi alle licenze o forzano le aziende a cambiare fornitore: Ericcson e Nokia godono

di Virginia Della Sala

 

Dario Fabbri (Limes): "Il Paese se la passa male: il vantaggio Usa è netto, per questa ora attaccano"

Dario Fabbri è analista geopolitico per Limes e spesso le sue letture, informate, dei fatti del mondo sono sorprendenti per il lettore non specialistico. Questa sulle tensioni tra Stati Uniti e Cina non fa eccezione. La questione Huawei-5G è la parte più visibile dello scontro, ma più in generale quale momento geopolitico stanno vivendo Usa […]

di Alessandro Bonetti

 
Guida ragionata

Banda larga, tutto quel che serve sapere su rete unica e guerra Tim all’Enel

L’infrastruttura digitale sarà al centro degli investimenti anche Ue del prossimo futuro. Eppure la situazione è bloccata: ora vi spieghiamo perché

di Fiorina Capozzi e Gaia Scacciavillani

 

Ministri sparsi. Il partito Gubitosi e quello Starace: così finisce male

Magari è destino che ai governi più deboli della storia italiana spetti il compito di rimettere il dentifricio nel tubetto delle disgraziate privatizzazioni d’antan: Autostrade, Ilva, Alitalia e soprattutto Telecom, oggi Tim, la madre di tutte le razzie. Ma non è scritto da nessuna parte che lo debbano fare in modo dilettantesco. Telecom era un […]

di Carlo DI Foggia

 
Il dato spia

Lettura “ottimista” dei numeri: la ripresa (forse) è già iniziata

Nella prima metà dell’anno la recessione innescata dal Covid non ha precedenti. A giugno, però, i consumi erano al livello di febbraio: si torna a crescere dal terzo trimestre?

di Ugo Arrigo

 

Certificati. Strumenti d’investimento spesso rischiosi, meglio comprarli dopo l’emissione

Titoli tossici: così si diceva in Italia al tempo dei crac finanziari di inizio secolo: Argentina, Cirio e Parmalat. Un’espressione che si adatta pienamente a parecchi certificati, chiamati anche all’inglese certificates. Si veda per esempio quello di Bnp Paribas, ma collocato in Italia, indicizzato all’azione tedesca Wirecard, codice NL0014790628. Emesso a fine aprile a 100 […]

di Beppe Scienza

 
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