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il Fatto Quotidiano
5 Maggio 2026
I commenti
L'editoriale di Marco Travaglio
 

Dove si firma?

Ogni tanto, senza volerlo, Trump fa un regalo all’Europa. Ma i cerebrolesi che la sgovernano lo rispediscono al mittente. Dovevano dirgli sì quando chiedeva una mano per fermare la guerra russo-ucraina, spingendo Kiev a negoziare, cioè smettendo di illuderla della vittoria e di armarla sempre più per spingere la Russia a devastarla vieppiù: infatti gli […]

 
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Usiamo i filtri da social e non ci piacciamo più

Negli ultimi anni, i social media hanno trasformato profondamente il modo in cui percepiamo noi stessi. Tra le piattaforme più influenti, Snapchat ha introdotto filtri capaci di modificare i tratti del volto in tempo reale. Snap Inc. conta centinaia di milioni di utenti attivi giornalieri, con i filtri (lenses) tra le funzionalità più utilizzate. Questa […]

di Maria Rita Gismondo

 
 

Israele vuole la guerra. Ursula non sa dire di no

Nell’analisi della politica internazionale si distinguono elementi di carattere strutturale e fattori contingenti. Nelle guerre dell’Occidente contro Russia e Iran giocano un ruolo decisivo dinamiche geopolitiche ed economiche di lungo periodo: l’esigenza del capitale finanziario, intrappolato nel debito, di confrontarsi con le potenze in surplus economico, appropriandosi delle materie prime e delle terre rare essenziali […]

di Elena Basile

 
 

A Hormuz. Gli autogol Ue: la guerra all’Iran ci costa 500 milioni al giorno

La guerra per distruggere il programma nucleare dell’Iran è diventata la guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz. Dal punto di vista dell’Iran, la guerra deve concludersi con l’arretramento dell’Occidente in Medio Oriente. Un esito di questo tipo serve all’Iran nel presente e nel futuro. Nel presente, gli serve per dire: “Ci avete attaccato e […]

di Alessandro Orsini

 
 

Le otto sfumature di Salis che stregano la stampa e le élite

L’incantamento generale, tanto colpevole quanto scellerato, attorno a Silvia Salis è l’ennesimo suicidio del centrosinistra (vero e presunto). Il leader del campo progressista non può che essere uno tra Schlein, Conte o Fratoianni (Bonelli come leader non esiste e lo dimostra ogni giorno, tipo quando va a fare il Pannella da discount nei podcast). Oppure […]

di Andrea Scanzi

 
 

Ciao Alex: “grazia”

Quando bisabilità superabilità ed eguagliabilità hanno la velocità della meraviglia. Quando si dimostra che chi vince sempre non sa cosa perde. Quando alle vite, tutte, si può dire grazia. Quando agonismo e agonia sono superate dal bene perenne. Ora tocca a noi, sempre, accorgerci di tutti quegli sconosciuti e mai famosi né vincenti (compresi i […]

di Alessandro Bergonzoni

 
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