A Sinistra, di Antonello Caporale
30 Ottobre 2026
Chi rompe poi paga? Chi bara col fisco invece no. La piazza contro la società dei diseguali
di Antonello Caporale

Eccole qui le radici di una società diseguale. Le disegna, come una illustratrice di vaglia, Giorgia Meloni nella ultima legge finanziaria che il suo governo ha licenziato l’altra sera. Non tutti i lavoratori sono uguali, alcuni sono più fortunati e altri meno. Un avvocato che dichiara redditi per 100mila euro pagherà meno di novemila euro di tasse. Un dipendente pubblico che dichiara la metà esatta di quella cifra o quasi, cioè 51mila euro, pagherà il doppio in tasse: 15.458 euro.

L’eguaglianza tra cittadini con la flat tax va così a farsi friggere e il ceto sociale più spostato a destra, appunto coloro che non sono a busta paga, godono di una tutela enorme, di un premio alla fedeltà che altri non meritano. I dipendenti pubblici, notoriamente elettori più di centrosinistra, sono nettamente discriminati. Ma questa grande ingiustizia non ha spazio tra le tv e gran parte dei giornali, come se quest’ingiustizia fosse invece una boccata di libertà, di aria fresca per chi subisce il terrore del fisco.

La comunicazione, come credo sia chiaro, fa qui la sua parte alleviando, riducendo, nascondendo un punto a mio avviso clamoroso, gravissimo, che mette in pericolo l’uguaglianza davanti alla legge e il principio di progressività (chi più ha più deve pagare) che la Costituzione statuisce. Se questa è una condizione che avvelena il contratto sociale per una precisa scelta della maggioranza, c’è una responsabilità, ormai storica dell’opposizione su un altro fronte, non meno significativo.

La tutela della sicurezza, che non significa la libertà di manganellare, è ritenuto dalla stragrande maggioranza degli italiani un dovere a cui qualunque governo è chiamato ad adempiere. Ma la sinistra, a differenza della destra, è ritenuta più “perdonista”, “comprensiva” oltre misura di fronte a fenomeni che turbano la convivenza.

Io dico solo che la sicurezza è una condizione per esprimere liberamente la propria libertà. E la sicurezza è più a rischio nei luoghi dove vivono le fasce più deboli della popolazione. Gli atti predatori, lo spaccio sui marciapiedi, le prepotenze più o meno frequenti, riducono la qualità della vita, limitando le libertà, e offendono specialmente quei luoghi o devastandoli o proponendo un clima di paura.

Ma sulla paura la destra ha sempre contato, con la paura la destra guadagna voti, non li perde, come i sondaggi ultimi ci dicono. E la paura è l’effetto diretto di un clima in cui manifestazioni di violenza o anche atti singolarmente predatori (furti, occupazioni abusive, borseggi nella metropolitana) fanno vacillare la fede nella democrazia e nel contegno misurato da parte di chi tutela l’ordine pubblico, e sperare in qualcosa di forte, come il manganello per esempio.

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Sono Antonello Caporale e forse ci conosciamo già. Sono qui per incamminarmi insieme a voi sulla strada, anche in questi tempi così oscuri, capace di guardare la realtà da sinistra, dalla parte politica a cui i progressisti devolvono la propria fiducia malgrado le cocenti delusioni e sempre immaginando che quella via, la strada che appunto passa alla nostra sinistra, possa essere quella giusta per vivere meglio. Ps. Inviatemi pure le vostre osservazioni, critiche o meno. La mail è questa a.caporale@ilfattoquotidiano.it

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