A Sinistra, di Antonello Caporale
26 Giugno 2026
Il caldo, il freddo, le fabbriche senza operai. Il mondo che cambia e il Palazzo gioca alla legge elettorale
di Antonello Caporale

Tre notizie di attualità. Le scrivo come le ho lette, una dietro l’altra.

Black out in vista: le temperature elevate, oltre ad essere il documentato effetto del cambiamento climatico, produrranno un aumento sostanzioso del consumo di energia elettrica. Si amplierà l’utilizzo dell’aria condizionata, aumenteranno le vetture elettriche e l’uso massivo dell’intelligenza artificiale produrrà un ulteriore e per adesso non quantificabile esborso di energia elettrica.

È del tutto ipotizzabile che aumenteranno i momenti di crisi nella distribuzione dell’energia elettrica. Dunque non c’è bisogno di essere maghi per prevedere l’aumento dei black out. Già il sistema ferroviario è colpito da interruzioni e blocchi di ore, e la voragine si allargherà ancora a tutto il resto del sistema di mobilità e raffreddamento.

È un problema questo? È una questione nella quale la politica dovrebbe intervenire indicando le soluzioni possibili, gli interventi necessari, i finanziamenti indispensabioli? Certamente sì. Cosa avete letto sulle temperature pazzesche di questi giorni? Che dobbiamo stare al fresco e bere molta acqua!

Notizia numero 2.

La Volkswagen ha illustrato un piano di esuberi che metterà alla porta, in Germania, circa 100mila lavoratori e porterà alla chiusura di ben quattro fabbriche del noto marchio tedesco.

Cosa fa pensare questo provvedimento?

Notizia numero 3

La leggerà chi è un lettore del Fatto Quotidiano lunedì prossimo. Intervisto un signore, un grande tecnocrate, che illustra i progressi della tecnologia, della robotizzazione e dell’intelligenza artificiale. Nei prossimi mesi anche l’Italia avrà fabbriche senza lavoratori. Le macchine al posto delle braccia. Basterà un custode per accendere e spegnere la luce e bye bye.

È una rivoluzione così clamorosa e in qualche modo così spaventosa che produce un secondo interrogativo: se le macchine sostituiscono l’uomo, quel lavoratore smetterà di pagare le tasse perché non ci sarà più un salario. E chi riparerà i buchi nel fisco?

Se questa non è una questione politica cos’è?

Avete ascoltato a destra come a sinistra confronti, riflessioni, spiegazioni, soluzioni sul tema? Silenzio.

E il silenzio ci porterà a una società sempre più diseguale dove le braccia saranno sostituite dalle macchine e i cervelli dall’intelligenza artificiale.

Si impoverisce ancor di più quello che Marx chiamava il proletariato, la base operaia della società che sarà corrosa dalla concorrenza della robotica, delle nuove tecnologie ed espulsa dalle fabbriche. Si impoverisce il ceto intellettuale se a far concorrenza sarà l’intelligenza artificiale e già tanti studi professionali (quelli legali soprattutto) oltre alle aziende di intermediazione iniziano a sfoltire i ranghi.

Le mani e la testa superflui.

E di nuovo ci ritroveremo a far di conto e chiederci: chi ci guadagna? Elementare Watson: chi avrà la possibilità di servirsi di queste macchine, la porzione alta della società. I ricchi cioè.

Coloro ai quali non si può chiedere di pagare le tasse secondo le proprie capacità altrimenti sembra brutto.

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Sono Antonello Caporale e forse ci conosciamo già. Sono qui per incamminarmi insieme a voi sulla strada, anche in questi tempi così oscuri, capace di guardare la realtà da sinistra, dalla parte politica a cui i progressisti devolvono la propria fiducia malgrado le cocenti delusioni e sempre immaginando che quella via, la strada che appunto passa alla nostra sinistra, possa essere quella giusta per vivere meglio. Ps. Inviatemi pure le vostre osservazioni, critiche o meno. La mail è questa a.caporale@ilfattoquotidiano.it

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