A Sinistra, di Antonello Caporale
20 Febbraio 2026
Manca un leader e manca anche la voglia di stupire. I progressisti e la giostra narcisa dei candidati
di Antonello Caporale

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Nessuno è al di sopra della legge

Doveva essere la monarchia inglese a ricordare ciò che le democrazie occidentali, oramai preda dell’idea che solo la forza definisce il diritto e il potere è immune da qualunque giudizio, tendono a dimenticare. La magistratura, specialmente da noi, viene messa dentro il recinto delle forze ingiuriose quando non dichiaratamente sovversive. E’ indiscutibile che il centro destra predilige l’idea della linea gerarchica, del potere discendente. Prima il potere elettivo poi quello giudiziario, che segue e asseconda, e poi tutto il resto. Vedremo col referendum come finirà ma quel che deve premerci è: in che modo il centrosinistra affronterà la prossima competizione?

Campo largo, campo stretto, campo santo

Le dimensioni della coalizione nascondono il dilemma storico che si porta dietro da sempre: la presenza di una eterogeneità di colori e di giudizi che sembrano ridurre la capacità di mettersi insieme. Ci sarebbe un modo per giungere a una unità di intenti e raccogliere sotto l’ombrello progressista simboli anche distanti: trovare un nome che riunisca, raccolga, riassuma pienamente lo spirito di questa ancora scompaginata compagnia. E chi allora?

Il leader. Ma chi?

Alla domanda dà una prima risposta un sondaggio di Youtrend di qualche settimana fa, che qui riportiamo. Nei nomi che fa, due soprattutto, quello di Giuseppe Conte e di Elly Schlein: sono valutati e spingerebbero a dire che il primo gode di una popolarità sconosciuta alla seconda.

Conte vince su Schlein dunque? Sappiamo che sia l’uno che l’altra hanno intenzione di misurare la propria capacità di guidare lo schieramento. Sappiamo che Schlein, che non appare premiata dai favori della vigilia, è fermamente decisa a esercitare il diritto di guidare la coalizione essendo leader del partito maggiore della stessa. È vero anche che in politica un anno è un tempo lunghissimo nel quale ogni previsione può essere scalzata e ogni nome, che oggi può apparire favorito o sfavorito, può consegnarci una novità assoluta. Resta però un fatto: se la segretaria del Pd e il presidente dei Cinquestelle hanno problemi a fare legittimare una loro candidatura, i nomi che circolano dei nuovi contendenti, quello della sindaca di Genova Silvia Salis, del governatore pugliese Antonio Decaro, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, non sembrano in grado di smuovere i cuori. Tra la rivelazione di Youtrend e le candidature possibili c’è da annoverare anche l’ultima, quella di Franco Gabrielli, ex capo della Polizia e poi della Protezione civile.

La giostra narcisa

La verità è che finora sembra una giostra un po’ narcisa in cui i pretendenti al trono non si curano di chiedersi se effettivamente hanno le doti per unire un così largo schieramento. Manca l’umiltà, la misura, e anche la voglia di arrivare tutti insieme a un appuntamento che, diversamente da quel che si pensa, può stupire. Ma, qui la domanda: i progressisti hanno voglia di stupire?

Sono Antonello Caporale e forse ci conosciamo già. Sono qui per incamminarmi insieme a voi sulla strada, anche in questi tempi così oscuri, capace di guardare la realtà da sinistra, dalla parte politica a cui i progressisti devolvono la propria fiducia malgrado le cocenti delusioni e sempre immaginando che quella via, la strada che appunto passa alla nostra sinistra, possa essere quella giusta per vivere meglio. Ps. Inviatemi pure le vostre osservazioni, critiche o meno. La mail è questa a.caporale@ilfattoquotidiano.it

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