A Sinistra, di Antonello Caporale
19 Giugno 2026
Gli intoccabili. Non solo super potenti ma gli italiani di seconda fascia, furbetti da bar
di Antonello Caporale

Gli intoccabili sono coloro che vivono al di sopra e al di fuori della legalità. Questa volta, diciamo solo questa volta, gli intoccabili che voglio indicarvi non sono i potenti, i super ricchi, i super noti.

Questa volta gli intoccabili sono tra noi, sono come noi, come voi. Vivono nella pancia della società e vi abitano felicemente. Gherardo Colombo, il bravissimo magistrato di Mani pulite, spiegò con queste parole quando l’inchiesta iniziò a declinare: “Quando dai capi che erano stati corrotti e scoperti iniziammo a scendere verso i dirigenti, i funzionari, la società civile ci fu una resistenza perché l’inchiesta non braccava solo i soliti noti”.

Bene. Oggi, mentre facevo la mia solita corsetta quotidiana, mi sono imbattuto in una striscia di auto con i vetri rotti da ladri di serie b. Ladri di refurtive di basso costo ma ladri. La fila di auto saccheggiate distava meno di cinquanta metri da un posto di polizia fisso, destinato al presidio di un complesso televisivo. I poliziotti avranno udito? Avranno visto? Erano attenti nella notte stellata romana? Hanno piantonato con scrupolo?

Non lo sapremo mai, ma i proprietari di quelle auto hanno certamente visto il poliziotto laggiù e il ladrò quassù. Vicini vicini, eppure lontani lontani.

Cosa voglio dire? Che esiste per esempio un insopportabile cerimoniale verso le forze dell’ordine. Definite sempre pronte, sempre attive, sempre super eroiche. Questo odore di incenso mi scuote e mi scoraggia, perché non è la verità, perché poliziotti coraggiosi ci sono, carabinieri inflessibili pure, gente che paga con un sacrificio enorme il suo amore per la divisa. Ma certo, accanto alla nobile presenza dei tutori dell’ordine, c’è una piuttosto cospicua pattuiglia di nullafacenti. Ma non si può dire, non è bene dirlo. C’è sempre questa ipocrita e malsana idea che si debba dire il meglio di costoro. Ma perché? Qualcuno di voi è stato mai in un commissariato per sporgere denuncia? Ha notato con quale sollecitudine accolgono i disgraziati testimoni di un furto? La prima cosa che dicono è che sia inutile denunciare. Scoraggianti, alcune volte indolenti, troppo spesso distratti.

Ecco, e a proposito di intoccabili l’idea che la sinistra è di nuovo cascata nella rete della patrimoniale, un modo per non cogliere un voto e far paura e non cambiare di una virgola la diseguaglianza della società.

Ho davanti lo specchietto del ministero delle Finanze che riferisce la percentuale di contribuenti che sono fuori dalle soglie della cosiddetta “congruità”. Le loro dichiarazioni sono sotto stimate. Il ministero dà allegramente i numeri, mostrando di conoscerci bene, uno per uno. E scrive che non congrua è la dichiarazione del 37% dei farmacisti, del 48% dei dentisti, del 37% dei notai, del 55% dei gioiellieri, del 60% degli idraulici, dei tassisti e degli elettricisti. Il reddito medio di ristoranti e bar è invece di poco più di 15mila euro annui, dentro la soglia di povertà dunque.

Ecco gli intoccabili. Se sono veri questi dati, esistono e vivono insieme a noi cittadini che non adempiono a un dovere. Chi vi scrive, e parecchi di voi che leggono (so che molti godono della pensione), non possono sottrarsi alle tasse solo perché il reddito è tassato alla fonte. Quindi siamo obbligati a essere leali (magari useremmo gli stessi strataggemmi di chi è infedele se solo potessimo… chissà)

Se diciamo che bisogna pagare tutti per pagare meno, perché non iniziamo a toccare il portafogli di chi sembra intoccabile? Invece di cianciare di patrimoniale non sarebbe necessario intanto far salire i redditi di chi si pone troppo sotto la soglia di congruità?

Se conosciamo tutto perché facciamo finta di ignorare tutto?

Tanti elettori, anche coloro che votano a sinistra, poi risultano evasivi nei confronti del dovere di fedeltà fiscale. Si fa finta di non vedere, non sapere, non conoscere e si occulta non solo la verità ma anche il principio di uguaglianza. Ampliare la base dei contribuenti sarebbe il primo passo per allargare le entrate dello Stato ma ridurre la massa dell’imposizione fiscale e sopratutto imporre a chi spende i soldi di tutti ad essere più accorto, magari anche più onesto. Ci siamo capiti, vero?

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Sono Antonello Caporale e forse ci conosciamo già. Sono qui per incamminarmi insieme a voi sulla strada, anche in questi tempi così oscuri, capace di guardare la realtà da sinistra, dalla parte politica a cui i progressisti devolvono la propria fiducia malgrado le cocenti delusioni e sempre immaginando che quella via, la strada che appunto passa alla nostra sinistra, possa essere quella giusta per vivere meglio. Ps. Inviatemi pure le vostre osservazioni, critiche o meno. La mail è questa a.caporale@ilfattoquotidiano.it

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