A Sinistra, di Antonello Caporale
16 Ottobre 2026
Odiarsi perdutamente (l'Ucraina e quel piacere nel campo largo di darsele di santa ragione)
di Antonello Caporale

Ormai ogni ragione si trasforma in propaganda e anche la logica elementare delle cose, la questione cioè di far fronte all’aggressione russa dell’Ucraina con le armi fino alla fine, in una battaglia corpo a corpo, riduce quel territorio che vorremmo difendere in un cimitero senza risolvere il conflitto.

Le parole come quelle che sto scrivendo a favore di una pace, magari iniqua, ma che possa assolvere all’unica opzione rimasta nelle nostre mani, quella cioè di salvare l”Ucraina da una spoliazione infinita e l’Europa da una spesa militare insopportabile, insostenibile e purtroppo inutile, sono viste come figlie di un tradimento. Si scrive così – è questa l’accusa – perché si è filorussi, magari putiniani di concetto. Si scrive così perché forse l’intelligenza col nemico è divenuta tale che nella società italiana esistono partiti prezzolati, giornali prezzolati da Mosca, come quello sul quale scrivo io.

L’Ucraina, da guerra di confine, è così divenuta la battaglia campale tra bene e male. E nella sinistra il bene è raffigurato da chi ritiene che la pace si raggiunge solo armando l’Ucraina, solo tenendo testa alla Russia fino alla fine.

Costoro chiedono a chi come me è per un urgente accordo di cessate il fuoco: senza armi e senza resistenza sarebbe esistita l’Ucraina?

E allora chi spiega che cosi è però impossibile andare avanti, continuare a finanziare la resistenza ucraina significa mettere a soqquadro le economie dell’Occidente, impoverirle al punto da creare problemi interni senza avere la forza per concedere a Kiev gli armamenti che servirebbero, è letta come una resa senza condizioni.

Di qua i traditori della democrazia, di là i lealisti, coloro che hanno fede nella libertà e nel diritto.

I fatti ci dicono invece che l’Occidente ha finito sia i soldi. E la guerra, che ha prodotto una crisi economica senza fine, rischia di far danni ancora peggiori di quelli paventati anche nelle nostre case.

L’Ucraina è così divenuta il fondale dietro cui armare gli odi profondi nella sinistra, le rivalità di potere e la possibilità di regolare conti interni.

Il conflitto è la magnifica occasione per armare le posizioni politiche e renderle nemiche.

Al punto che due giorni fa un gruppo di parlamentari del Pd ha applaudito la presidente del Consiglio, in aperta sfida alla segretaria del partito.

Qui non siamo però alle diverse e legittime posizioni, ma alla guerra armata nel campo largo, con una inimicizia mai vista, un odio assoluto degli uni contro gli altri.

La guerra è in casa come in casa il piacere di darsele di santa ragione, e fino alla fine.

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Sono Antonello Caporale e forse ci conosciamo già. Sono qui per incamminarmi insieme a voi sulla strada, anche in questi tempi così oscuri, capace di guardare la realtà da sinistra, dalla parte politica a cui i progressisti devolvono la propria fiducia malgrado le cocenti delusioni e sempre immaginando che quella via, la strada che appunto passa alla nostra sinistra, possa essere quella giusta per vivere meglio. Ps. Inviatemi pure le vostre osservazioni, critiche o meno. La mail è questa a.caporale@ilfattoquotidiano.it

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