A Sinistra, di Antonello Caporale
12 Giugno 2026
Ricordate il Sol dell'Avvenire? Istruzioni per l'uso: per battere Meloni (con e senza Vannacci) bisogna avere un sogno nel cassetto
di Antonello Caporale

Cos’era il Sol dell’Avvenire? Non un luogo, infatti non aveva tempo né spazio.

Il Sol dell’Avvenire è stato il sogno terreno, la felicità conosciuta, il senso della militanza e anche l’obiettivo possibile e condiviso di milioni di persone, di italiane e italiani: costruire una società più giusta, più ricca, più libera, più democratica.

Tutte in positivo, le quattro addizioni hanno fornito a generazioni di elettori il senso che valesse la pena andare a votare, battersi, impegnarsi nella vasta scala della sinistra (massimalisti, riformisti, socialisti democratici, repubblicani) per una idea degna di essere promossa e divulgata.

Ai progressisti, a noi che ci leggiamo, ci scriviamo, ci interroghiamo, pensando sempre di non essere ascoltati, manca forse questa necessità, questo orizzonte, questo sogno.

Manca appunto una prospettiva che ci riunisca, una parola che metta i brividi e insieme ci vieti di dare lezioni agli altri, perchè noi – diciamocelo – siamo specializzati a impartire lezioni sul bon ton, spiegare la civiltà e la cafonaggine, la fedeltà repubblicana e l’irredentismo, il sovranismo e il globalismo. Il rosso e il nero. Il bene e il male.

Dovremmo spiegare di meno e chiederci perché oggi va di moda il generale Vannacci? Tutti zoticoni coloro che lo applaudono? Lo dicemmo della Lega, al tempo di Bossi, e non abbiamo visto che la Lega ha cambiato le dimensioni delle classi sociali, la planimetria sociale dell’Italia. La piramide della ricchezza si è capovolta. Le partite Iva, il cuore del leghismo del nord, sono quelle che hanno avuto di più (flat tax fino a 70/80 mila euro) e i ceti intellettuali (insegnanti, dipendenti pubblici, giovani impegnati nelle professioni cosiddette liberali) sono divenuti i nuovi poveri. Studiare costa e non dà un soldo bucato.

E’ stata o no una rivoluzione? Capperi che si! Allora la Lega ha contato oppure no? Certo che ha contato! E Vannacci sposterà o no ancora più a destra l’asse politico? Certo che sì!

Ma non riusciremo a cavare un ragno dal buco se continueremo a illustrare agli italiani le prossime disgrazie, a impartire lezioni, a dire, come è successo con i cinquestelle, che erano degli scappati di casa e bisognava tenerli a distanza.

Se non rinunciamo a spiegare quanto siamo migliori di loro, non riusciremo a capire perché il mondo si sposta dove non vogliamo. Tutto un maleficio?

Non credo.

Credo invece che ci manca una parola d’ordine, l’idea che un sogno possa accomunare tanta gente, la possa far incamminare nella strada comune, le possa rendere la voglia di combattere e non di raccogliere quotidianamente e con mestizia le piccole schermaglie di piccoli uomini.

Finora cosa avete sentito? Cosa avete letto? “Campo largo”. Esiste qualcosa di più enormemente raggelante di una proposizione come questa? Dovremmo costruire un campo largo per raccogliere chi? Per fare cosa? Per andare dove?

Manca l’ottimismo della volontà, manca l’energia, mancano le idee, mancano le parole.

Certo, quelle di Vannacci sono brutte, orribili: la remigrazione sta per deportazione.

E da questa parte invece cosa si propone? Come si parla? E a chi si parla?

Imparare a cambiare, a parlare. Io direi: Impariamo perfino a sognare!

—

Sono Antonello Caporale e forse ci conosciamo già. Sono qui per incamminarmi insieme a voi sulla strada, anche in questi tempi così oscuri, capace di guardare la realtà da sinistra, dalla parte politica a cui i progressisti devolvono la propria fiducia malgrado le cocenti delusioni e sempre immaginando che quella via, la strada che appunto passa alla nostra sinistra, possa essere quella giusta per vivere meglio. Ps. Inviatemi pure le vostre osservazioni, critiche o meno. La mail è questa a.caporale@ilfattoquotidiano.it

Il Fatto Quotidiano
Disiscriviti
IL FATTO S.P.A. - C.F. E P.IVA 10460121006
VIA DI SANT'ERASMO, 2 ROMA