|
Tutti ricordano il tormentone della premier, declamato anche in spagnolo: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono cristiana”. La stessa donna che oggi si fa chiamare al maschile. Del resto, il cristianesimo è una religione a trazione maschile: dio è uomo, Gesù è uomo, come lo sono i discepoli, gli apostoli, i papi, i semplici sacerdoti… Le donne sono relegate alla cura: Maria è la madre, rigorosamente vergine, le suore non dicono messa, non ci sono neanche le “diaconesse”, nonostante Papa Francesco le abbia citate qualche anno fa. E le poche figure femminili che sono riuscite a passare alla Storia sono state costrette, prima, a passare per uomini. Nel suo ultimo saggio, Michela Murgia si chiede come sia possibile allora essere femministe e pure credenti. Angelo Molica Franco ci guida oggi nel catechismo queer della scrittrice.
Sicuramente ci sono molti luoghi della Terra di cui dio, ai giorni nostri, si è dimenticato. Uno di questi, silenziato persino in tempo di guerra, è il Daghestan, una repubblica caucasica della Federazione russa di appena tre milioni di abitanti. Ebbene, come ci racconta Michela Iaccarino, è un luogo in cui i matrimoni sono ancora combinati, le donne costrette a subire incesti, violenze e umiliazioni da parte dei propri familiari. Ce ne accorgiamo grazie alla fuga di quattro cugine, che hanno avuto il coraggio di postare un video in cui denunciano gli abusi e affermano di temere per le proprie vite.
Parole che ci sembra di conoscere a memoria, perché per sentire la mano pesante degli uomini non serve varcare i confini. Valentina Mira ha intervistato la scrittrice Amani El Nasif, che è nata in Siria, ma vive fin da bambina a Bassano del Grappa. Nel suo primo romanzo ha raccontato di quella volta in cui, adolescente, si è dovuta recare nel Paese d’origine per un errore sui suoi documenti, e la famiglia ha cercato d’incastrarla in un matrimonio combinato. Oggi ritorna con un secondo romanzo e altre storie di violenza, accadute questa volta nel civilissimo Veneto.
“Puntiamo sui giovani, perché sono meglio di quanto crediamo”, conclude Nasif. Sicuramente, sono più inclusivi. O meglio, ci sono temi su cui noi adulti dibattiamo – quote rosa, desinenze, identità di genere – che i ragazzi hanno superato da un pezzo: ciò che per noi è costruzione di una società inclusiva, per loro è già realtà. Può essere, allora, uno strumento utile per raggiungerli anche il nuovo manuale stilato da Samuele Briatore, presidente dell’Accademia Italiana Galateo, che ci indica come comportarci con persone Lgbtq+. Elisabetta Ambrosi l’ha intervistato per noi.
Torna, infine, il nostro appuntamento con le favole non convenzionali di Amalia Caratozzolo, che questa volta fa pelo e contropelo alla Bella addormentata, di nome e di fatto.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
Ascolta questa newsletter su FqExtra o su Spotify
|