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il Fatto Quotidiano
9 Novembre 2022
A parole nostre

Tutti ricordano il tormentone della premier, declamato anche in spagnolo: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono cristiana”. La stessa donna che oggi si fa chiamare al maschile. Del resto, il cristianesimo è una religione a trazione maschile: dio è uomo, Gesù è uomo, come lo sono i discepoli, gli apostoli, i papi, i semplici sacerdoti… Le donne sono relegate alla cura: Maria è la madre, rigorosamente vergine, le suore non dicono messa, non ci sono neanche le “diaconesse”, nonostante Papa Francesco le abbia citate qualche anno fa. E le poche figure femminili che sono riuscite a passare alla Storia sono state costrette, prima, a passare per uomini. Nel suo ultimo saggio, Michela Murgia si chiede come sia possibile allora essere femministe e pure credenti. Angelo Molica Franco ci guida oggi nel catechismo queer della scrittrice.

Sicuramente ci sono molti luoghi della Terra di cui dio, ai giorni nostri, si è dimenticato. Uno di questi, silenziato persino in tempo di guerra, è il Daghestan, una repubblica caucasica della Federazione russa di appena tre milioni di abitanti. Ebbene, come ci racconta Michela Iaccarino, è un luogo in cui i matrimoni sono ancora combinati, le donne costrette a subire incesti, violenze e umiliazioni da parte dei propri familiari. Ce ne accorgiamo grazie alla fuga di quattro cugine, che hanno avuto il coraggio di postare un video in cui denunciano gli abusi e affermano di temere per le proprie vite.

Parole che ci sembra di conoscere a memoria, perché per sentire la mano pesante degli uomini non serve varcare i confini. Valentina Mira ha intervistato la scrittrice Amani El Nasif, che è nata in Siria, ma vive fin da bambina a Bassano del Grappa. Nel suo primo romanzo ha raccontato di quella volta in cui, adolescente, si è dovuta recare nel Paese d’origine per un errore sui suoi documenti, e la famiglia ha cercato d’incastrarla in un matrimonio combinato. Oggi ritorna con un secondo romanzo e altre storie di violenza, accadute questa volta nel civilissimo Veneto.

“Puntiamo sui giovani, perché sono meglio di quanto crediamo”, conclude Nasif. Sicuramente, sono più inclusivi. O meglio, ci sono temi su cui noi adulti dibattiamo – quote rosa, desinenze, identità di genere – che i ragazzi hanno superato da un pezzo: ciò che per noi è costruzione di una società inclusiva, per loro è già realtà. Può essere, allora, uno strumento utile per raggiungerli anche il nuovo manuale stilato da Samuele Briatore, presidente dell’Accademia Italiana Galateo, che ci indica come comportarci con persone Lgbtq+. Elisabetta Ambrosi l’ha intervistato per noi.

Torna, infine, il nostro appuntamento con le favole non convenzionali di Amalia Caratozzolo, che questa volta fa pelo e contropelo alla Bella addormentata, di nome e di fatto.

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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Il pamphlet

Dio, amore e queer: Michela Murgia e il credo nonostante il patriarcato

La scrittrice ha pubblicato un manuale di catechismo femminista per bambine e bambini di tutte le età. Una riflessione che riposiziona la religione al centro delle nostre vite. Evitando le contrapposizioni e le categorie binarie: del resto l’Altissimo rifiuta di essere definito

di Angelo Molica Franco

All'ombra del Cremlino

L’inferno dimenticato del Daghestan tra abusi, incesti e matrimoni forzati

Sui social russi la storia di quattro cugine che sono riuscite a fuggire dopo anni di violenze e prima di convolare a nozze combinate. Due giorni fa a Makhachkala sono stati arrestati e interrogati 15 giovani sospettati di far parte di “una cellula Lgbt”

di Michela A.G. Iaccarino

L’intervista

Violenza di genere, Amani El Nasif: “I ragazzi sono attenti, puntiamo su di loro”

La scrittrice aveva già raccontato l'inferno del matrimonio combinato, cui era riuscita a sfuggire. Ora torna con un romanzo in cui denuncia ogni tipo di vessazione subìta dalle donne anche nel nostro (apparentemente) evoluto Paese

di Valentina Mira

Bon ton

Baciamano, toilette o catcalling: un nuovo galateo nell’epoca senza genere

Samuele Briatore ha aggiornato il manuale spiegando quale linguaggio utilizzare e come comportarsi con persone LGBTQIA+: “Aprire una portiera, regalare i fiori sono dei gesti da fare alla persona che si vuole invitare, a patto che siano graditi”

di Elisabetta Ambrosi

Fiabe poco convenzionali

La Bella Addormentata di nome e di fatto: ma darsi una svegliata no?

Aurora è stata tenuta sotto una campana di vetro fino ai 18 anni ed educata ad attendere l'arrivo di un principe (uno qualsiasi, mica l'aveva visto prima). Nonostante questo, viene colpita dalla maledizione. E se noi donne imparassimo a prendere l'iniziativa?

di Amalia Caratozzolo

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