|
È una malattia subdola. Per decenni le donne che ne soffrono si sono sentite dire che era un problema di testa, di stress, di paura. E, ancora oggi, persino molti ginecologi non ne individuano i sintomi e non sono in grado di diagnosticarla per tempo. Questa settimana, A Parole Nostre, partiamo da qui. Stiamo parlando della vulvodinia che, ben lungi da essere un male psicologico, è una patologia che colpisce tra il 12% e il 16% delle donne in età fertile. Elisabetta Ambrosi ne ha parlato con Silvia Carabelli, paziente e attivista, che adesso con la sua associazione propone una legge che predisponga un’adeguata formazione del personale sanitario e inserisca la vulvodinia nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Perché no, neanche i farmaci per curarla sono a carico del Servizio sanitario nazionale.
E, sempre a proposito di apparato genitale femminile, è appena arrivato in Italia “Pussypedia”, un volume che, traducendo i contenuti di un sito molto noto e arricchito da magnifiche illustrazioni, offre una sorta di enciclopedia della sessualità. La giornalista Zoe Mendelson, che ha ideato entrambi, spiega nell’introduzione di cui pubblichiamo uno stralcio perché conoscere la “figa” – la scelta del termine è sua, e ne capirete il motivo – significa abbattere il potere del patriarcato.
Patriarcato che in Italia, nelle ultime settimane, si è fatto vivo nel dibattito intorno all’elezione di una presidente della Repubblica. Il concetto “purché donna” ha tenuto inutilmente banco anche sulla stampa. Come se l’importante fosse riempire la casella con una figurina qualsiasi, come se – a proposito delle donne – competenza sia una parola da aggiungere al biondo dei capelli. Sarah Buono ci parla questa settimana di una “Donna a caso”, una pagina Instragram che raccoglie i titoli dei giornali che alle eccellenze femminili non associano neppure un cognome.
La seconda parte del nostro inserto è invece dedicata all’amore. Angelo Molica Franco ci racconta le relazioni platoniche, e a volte triangolari, di Franz Kafka: due studiosi le hanno ricostruite attraverso i corposi epistolari dello scrittore praghese. Elisa Casseri – scrittrice, sceneggiatrice e autrice di serie tv – ha incontrato 90 persone che le hanno parlato della propria emotività, della famiglia, dei gusti sessuali, della felicità, dei figli, delle relazioni tossiche. Ne è nato un viaggio, anzi un “Grand Tour Sentimentale”, che lei stessa ci illustra.
Sempre a proposito di amore, e di disperazione, la nostra Amalia Caratozzolo se la prende con San Valentino e con la tradizione che ha sostituito i riti tribali – orde di uomini nudi che andavano in giro schiaffeggiando le donzelle con pelle di pecora – con le rose agli innamorati. Decisamente una grave perdita…
Buona lettura
A cura di Silvia D’Onghia
Ascolta questa newsletter
|