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il Fatto Quotidiano
8 Marzo 2023
A parole nostre

“La disuguaglianza di genere aggrava l’impatto dei disastri naturali e le conseguenze dei disastri naturali aggravano la disuguaglianza di genere”. Lo abbiamo visto, per ultimo, in Turchia, ma lo abbiamo visto ovunque, dallo tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano ai movimenti migratori africani: le donne sono le vittime predestinate delle catastrofi, perché hanno meno capacità di sopravvivenza (magari solo perché non sanno nuotare). E allora occorre una riflessione che vada oltre le singole rivendicazioni dei singoli Paesi e dei singoli movimenti: occorre traghettare l’antico concetto di femminismo verso una dimensione di intersezionalità che comprenda tutte le altre battaglie per il Pianeta. Occorre pungolare i potenti affinché trovino le risorse per eliminare il gender gap. Come, ce lo spiega Magdalena Sepúlveda, direttrice esecutiva dell’Iniziativa globale per i Diritti Economici, Sociali e Culturali.

Questa settimana, anzi oggi che è l’8 marzo, partiamo da qui. Un po’ perché siamo stufi di ribadire che non c’è nulla da festeggiare, un po’ perché le donne che stanno pagando un prezzo altissimo per le proprie rivendicazioni di una mimosa non sanno che farsene.

E allora torniamo in Iran, dove da un paio di settimane gli studenti (soprattutto le ragazze, ma anche i ragazzi) vengono avvelenati nelle scuole. L’attivista Rayhane Tabrizi racconta a Giorgia Messa che il regime vuole colpire chiunque provi ad alzare la testa, soprattutto tra la generazione Z. E poi con Luana De Micco andiamo in Francia, perché la contestatissima riforma delle pensioni, che penalizzerà soprattutto le donne, porta in piazza oggi anche le associazioni femministe, che chiedono di revocare il provvedimento e di attuare nuove politiche a favore dell’occupazione e contro la violenza di genere.

A proposito, dopo averci raccontato che non esistono dati aggiornati sulla percezione della paura e che le singole iniziative vengono affidate alle città, Federica Crovella chiude oggi la sua inchiesta raccogliendo alcune testimonianze e intervistando la sociologa Elena Vacchelli, secondo la quale più siamo considerate “oggetti” che solo un uomo può difendere, meno siamo al sicuro.

E poi, proprio perché diciamo sempre che essere femministi conviene anche agli uomini, apriamo il capitolo genitorialità. Elisabetta Ambrosi ha studiato alcuni saggi, italiani e internazionali, che evidenziano come l’educazione ai sentimenti prevenga la violenza. Valentina Mira ha, invece, intervistato Diego Di Franco, che da qualche anno fa il padre a tempo pieno e che si è stufato (e lo spiega in un libro) di essere chiamato “mammo”. Pubblichiamo anche la prefazione, a firma Sandra Petrignani, del romanzo “Le droghe”, che torna in libreria per i tipi di Cliquot e nel quale l’incredibilmente dimenticata Laudomia Bonanni affronta non solo il tema della recuperata maternità, ma soprattutto del modo falsato in cui ci guardiamo dentro.

Per la pagina culturale, infine, a proposito di 8 marzo ed emancipazione, Giuseppe Cesaro ci regala una playlist anni 60/70 che mostra irrimediabilmente quanto il nostro Paese sia indietro nell’acquisizione della consapevolezza.

Buona lettura e buon 8 marzo.

A cura di Silvia D’Onghia

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Il contributo

Tassare i ricchi e i super-profitti per salvare le donne (dai disastri naturali)

La disuguaglianza di genere aggrava l'impatto delle catastrofi e le conseguenze delle catastrofi aggravano la disuguaglianza di genere. Gli Stati devono introdurre una tassazione progressiva per finanziare l'espansione di diritti come l'accesso universale all'assistenza sanitaria e all'istruzione e per costruire la resilienza femminile

di Magdalena Sepúlveda*

Donna, vita, libertà

Avvelenamenti in Iran, l’attivista Rayhane Tabrizi: “Vogliono colpire la Gen Z”

Vive in Italia da 14 anni, non può tornare nel suo Paese perché l'arresterebbero: “Chiediamo all'Europa di inserire i pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche e di chiudere le ambasciate. Bisogna aiutare i ragazzi in questa rivoluzione”

di Giorgia Messa

8 marzo di lotta

Penalizzate persino in pensione: in Francia scatta lo sciopero femminista

La riforma rivendicata da Macron non piace ai movimenti: le lavoratrici, che già guadagnano meno e sono spesso precarie, sarebbero le più tartassate. E così oggi scendono in piazza in molte città per chiedere non solo che venga revocato il provvedimento, ma anche nuove politiche a favore dell'occupazione e contro la violenza

di Luana De Micco

L'inchiesta

Donne e paura, la sociologa Vacchelli: “Vittime di stereotipi: siamo ‘oggetti’ da proteggere”

I racconti delle ragazze seguite e molestate per strada, esperienze che ciascuna vive almeno una volta nella vita. La docente: “Partiamo dalle scuole: è fondamentale coinvolgere gli uomini in questo dibattito, perché le costruzioni discorsive attorno alla loro sessualità hanno un ruolo importante nel riprodurre queste dinamiche”

di Federica Crovella

I saggi

Crescere un figlio femminista: l’educazione ai sentimenti previene la violenza

Come sensibilizzare i futuri uomini alla parità di genere? Le risposte nei libri della francese Aurélia Blanc, dello psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai e dell'eterna bell hooks

di Elisabetta Ambrosi

L'intervista

Diego Di Franco: “Mammo è offensivo, così come dire a una donna che ha le palle”

Padre a tempo pieno, seguitissimo sui social: “C’è già un termine per indicare un uomo che accudisce i figli: papà. Il congedo? Una barzelletta. Ma mi chiedo: nella rarissima ipotesi in cui anche l’Italia dovesse adeguarsi a determinati standard, gli uomini ne usufruirebbero se non fosse obbligatorio?”

di Valentina Mira

Il romanzo

Laudomia Bonanni, la leggerezza e il modo drogato con cui giudichiamo la vita

Se intendiamo la scrittura come qualcosa che non si limita a descrivere, ma scende in profondità per interpretare, scende là dove davvero, come per incanto, le cose della vita diventano trasparenti, questo libro lo fa

di Sandra Petrignani

La playlist

Respect! 8 canzoni per l’8 marzo: la musica in cerca di riscatto (femminile)

Il confronto tra il nostro Paese e il mondo anglosassone negli anni Sessanta/Settanta è impietoso: mentre Gigliola Cinquetti cantava “Non ho l’età per uscire sola con te”, Nina Simone ruggiva il suo “Ain’t No Use”. John Lennon lo capì nel 1972: “La donna è il negro del mondo”

di Giuseppe Cesaro

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