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il Fatto Quotidiano
8 Marzo 2022
A parole nostre

Oggi è l’8 marzo, ma non c’è niente da festeggiare. Non c’era gli anni scorsi, figuriamoci durante un assurdo conflitto che sta radendo al suolo le città, spazzando via migliaia di vite umane e creando un enorme problema umanitario. Le immagini della guerra in Ucraina entrano nelle nostre case con tutta la loro drammaticità. Ma c’è chi, anche nel nostro Paese, è più preoccupato di noi: sono le donne ucraine, che hanno lasciato in patria figli, genitori, parenti. È il caso della giornalista Tetiana Verbetska, che vive a Napoli da quando è morto suo marito. In Italia fa le pulizie, e già non le sembra vero di guadagnare più di quanto racimolava facendo la cronista. Elisabetta Ambrosi ha parlato con lei della guerra, e più in generale della condizione femminile nel suo Paese. Oggi, 8 marzo, partiamo da questa assoluta mancanza di motivi per festeggiare le donne.

Le immagini, dicevamo, giungono a noi con il loro carico di orrore. Abbiamo visto tutti la foto di Lindsay Addario che mostra una famiglia sterminata da un colpo di mortaio a Irpin, vicino Kiev. Ma come si illustra un conflitto? Esiste una fotografia al femminile? Luana De Micco ne ha parlato con Christine Spengler, la 77enne fotoreporter francese che in vita sua ha documentato 14 conflitti. E rimane convinta che riempire le foto di sangue non sia necessario.

Nonostante questa catastrofe umana e umanitaria, c’è chi oggi festeggerà comunque. Anche nel nostro Paese. Eppure, come afferma l’economista Giovanna Galletti nell’intervista che ha rilasciato a Maria Cristina Fraddosio, “questo è un giorno come gli altri, perché il sapere di valere e la forza del confronto proseguono instancabili tutti i giorni”. Insieme con la regista Gianna Mazzini, ha fondato “Labodif, la prima scuola italiana che insegna alle donne a essere donne”. Cioè a non essere uguali agli uomini. Al contrario, a saper valorizzare la propria differenza.

Ma è proprio questo a terrorizzare il genere maschile. Se persino Dio ha scelto una donna per far nascere suo figlio, quanto potere avrebbe potuto avere costei se gli uomini non ne avessero avuto tanta paura? In un articolo che, lo diciamo per le orecchie poco attente, è volutamente provocatorio, il nostro Giuseppe Cesaro ci spiega perché siamo tanto odiate, e perché dunque siamo state relegate ad abitare in una casa “tutta per noi”. Senza, però, poterne uscire.

La strada per l’emancipazione è lunga, ed è la stessa che abolirà gli striptease maschili nella giornata che ci viene concessa per auto-festeggiarci. Semel in anno licet insanire, dicevano i latini, una volta all’anno è lecito impazzire. E allora ecco che oggi i nostri uomini ci regalano mimose, magari acquistate al semaforo da qualche nuovo schiavo, o ci consegnano bigliettini con frasi scopiazzate dal web. Ebbene, sappiate che la nostra Amalia Caratozzolo vi inchioderà alle vostre responsabilità…

Infine, per rimanere in tema di comicità, Guido Biondi ha intervistato Tess Masazza, appena reduce dalla seconda stagione di “Lol – Chi ride è fuori”, il cui progetto Insopportabilmente donna si è trasformato in un romanzo.

Buona lettura

A cura di Silvia D’Onghia

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La testimonianza

La giornalista ucraina: “La guerra ucciderà anche i pochi diritti delle donne”

Tetiana Verbetska vive a Napoli da quando è morto suo marito. La sua famiglia, figlio compreso, è rimasta sotto le bombe di Putin: “Se pure non ci fosse il conflitto, non avremmo troppo da festeggiare: spesso vittime di violenza, abbiamo stipendi più bassi degli uomini e il carico domestico è a nostro carico”

di Elisabetta Ambrosi

L'orrore

Christine Spengler: “Per mostrare la guerra, non servono foto insanguinate”

La fotoreporter: “Il ricordo di Phnom Penh, in Cambogia, distrutta 40 anni fa, mi fa pensare a Kharvik, a Mariupol oggi, forse Kiev domani. Ho visto donne tenere con un braccio un bambino, con l'altro un fucile. Ho assistito a 14 conflitti, non esiste un ‘modo femminile’ per raccontarli”. I suoi scatti si possono ammirare nell'esposizione “Femmes photographes de guerre”

di Luana De Micco

L'intervista

Galletti: “L’orizzonte non è la parità: valorizziamo le differenze tra i generi”

Con la regista Gianna Mazzini, ha fondato “Labodif, la prima scuola italiana che insegna alle donne a essere donne. Viviamo in un ordine che non ci rappresenta ma che abbiamo dovuto imparare per stare al mondo. Occorre riconquistare una postura, una signoria di appartenenza al proprio sesso”

di Maria Cristina Fraddosio

La provocazione

Voi donne siete il centro della Storia: per questo noi uomini vi odiamo

Sulla Terra, c’è posto per un solo re. Ecco perché noi uomini dobbiamo correggere l'errore di Dio, che vi ha elevate al di sopra di noi quando ha deciso che, per far nascere suo figlio, aveva bisogno del vostro utero

di Giuseppe Cesaro

Ricorrenze

Mimose, striptease e citazionisti: per l’8 marzo non fateci la festa!

Ci sono uomini che regalano i fiori venduti dagli “schiavi” al semaforo e uomini che ricopiano spudoratamente alcune frasi da siti equivoci. E poi ci sono i Big Jim seminudi che si spogliano nei locali per sole donne (ma per solo una notte, eh). Ma qualcuno sa cosa si “festeggia”?

di Amalia Caratozzolo

Comicità

Tess Masazza: “Lol, Virginia e l’ansia da prestazione. Donne, insopportabilmente”

È tra i concorrenti della seconda stagione del programma. La sua web serie, già arrivata in teatro, è diventata un romanzo: “La scintilla a suo tempo è nata durante un alterco con mia madre: ‘Sei talmente insopportabile che dovresti filmarti così poi ti rivedi e te ne rendi conto’. E io, invece di arrabbiarmi, ho replicato dicendole: ‘Sei geniale!’”

di Guido Biondi

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