|
Vietato abortire: in Italia sono almeno 22 le strutture pubbliche, 18 ospedali e 4 consultori, in cui il 100% dei ginecologi è obiettore di coscienza. C’è almeno un nosocomio con il 100% di obiettori in Abruzzo, Veneto, Umbria, Basilicata, Campania, Liguria, Lombardia, Puglia, Piemonte, Marche, Toscana. Però il ministero della Salute questi dati non li diffonde: li ha resi pubblici, invece, l’Associazione Luca Coscioni, grazie a un’indagine curata da Chiara Lalli, docente di Bioetica e Storia della medicina, e l’analista informatica Sonia Montegiove. Riccardo Antoniucci ha studiato quei numeri con l’ausilio della stessa Lalli.
E rimaniamo in tema gravidanza e natalità. Elisabetta Ambrosi ha letto per noi “Culle di vetro”, un interessante saggio che ripercorre la storia della fecondazione assistita, dai primi tentativi (quasi involontari) ai dubbi etici sulla eterologa.
Torniamo poi sulla molestia subita dalla giornalista Greta Beccaglia all’uscita dallo stadio, l’ormai famosa (ma solo perché ripresa in televisione) pacca sul culo. Se ne sono lette e sentite molte, forse anche troppe. Tra coloro che “giustificano” il gesto (“la solita goliardata del solito bravo ragazzo frustrato dal risultato calcistico”) e coloro, per fortuna tantissimi, che lo condannano, c’è poi una categoria a parte: quelli che… sì, orribile ma i problemi sono altri. Alcune firme prestigiose del giornalismo si sono schierate nel “benaltrismo”. Ed è con loro che se la prende la scrittrice ed editor Valentina Mira, autrice di un romanzo autobiografico in cui ha raccontato di essere stata stuprata. Mentre noi femministe ci siamo sempre, ci spiega, queste illustri “penne” non si accorgono che l’85% delle colleghe subisce molestie in redazione. E siccome la percentuale si riferisce alle contrattualizzate, figuriamoci cosa accade a chi non ha voce.
Cambia lo scenario, non mutano le condizioni: non hanno voce neanche le donne immigrate che, magari arrivate in Italia da bambine, ancora non riescono a ritrovare un luogo di appartenenza. Un tentativo di farle emergere è costituito allora da un concorso letterario che si chiama “Lingua Madre” e che da 16 anni raccoglie le storie di chi ce l’ha fatta e di chi continua a combattere. Ce le racconta Fabiola Palmeri.
C’è una donna che, nel lontano 1600, riuscì a diventare una “architettrice” riconosciuta e stimata: Plautilla Bricci. La sua “rivoluzione silenziosa” è esposta fino ad aprile alla Galleria Corsini di Roma. L’ha visitata per noi Angelo Molica Franco.
Chiudiamo con il nostro appuntamento con la matita irriverente di Amalia Caratozzolo. Si avvicina il Natale: quali sono i regali più assurdi, orribili o inutili che avete ricevuto da un fidanzato?
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
Ascolta il podcast di questa newsletter
L’evento

La Casa compie vent’anni
L’11 dicembre la Casa Internazionale delle Donne festeggia vent’anni della sua presenza come “luogo” delle donne, punto di riferimento non solo a Roma ma in tutta Italia. Dalla rilettura della sua storia e delle donne che la hanno realizzata, parte il percorso per costruire il suo futuro. Per farlo la Casa diventa anche digitale. Migliaia di immagini sono oggi disponibili e fruibili in un album online. Sabato una serie di appuntamenti a partire dalle 16. Qui per maggiori info.
|