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In Ungheria gli uomini avrebbero “problemi mentali e comportamentali” a causa della numerosa presenza femminile nelle scuole e negli atenei. È l’incredibile risultato di una recente ricerca, che rischia di essere presa sul serio con l’obiettivo di rispedire le donne dentro casa. In Polonia nel 2020 è stata varata una legge che impedisce in maniera pressoché assoluta l’aborto, al punto da mettere a repentaglio la vita delle donne. Lo stesso sta avvenendo in Croazia. In Francia Marine Le Pen ha adottato una strategia di banalizzazione del femminismo. E in Italia? Come ci sveglieremo il 26 settembre quando – stando ai sondaggi – ci toccherà pure subire la retorica de “la prima donna premier”? I venti di destra che in tutta Europa soffiano contro le donne arrivano anche da noi, e sono pericolosi: Federica Crovella ne ha parlato con Teresa Bertilotti, una storica che si occupa di educazione delle donne nell’Italia del XIX secolo, di movimento femminista degli anni ’70 e degli attuali femminismi transnazionali.
A proposito, oggi ci occupiamo di una conquista che, pur essendo avvenuta a pochi metri dal confine italiano, sembra lontana da noi anni luce: la settimana scorsa a San Marino è passata una legge che depenalizza finalmente l’aborto, che estromette i movimenti pro-vita dai consultori e introduce l’educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado. È il risultato straordinario del referendum dello scorso anno, promosso dall’Unione Donne Sammarinesi e sostenuto dai movimenti di tutta Europa. L’ex parlamentare indipendente Vanessa Muratori racconta a Natascia Ronchetti come sia stato possibile arginare le ingerenze cattoliche.
Fantascienza, per noi, immersi piuttosto in una deprimente campagna elettorale, nella quale persino le strategie di comunicazione dei leader non sono sempre vincenti (pensiamo al guanciale di Enrico Letta). Eppure, nulla è lasciato al caso. Soprattutto nei linguaggi utilizzati in Rete, rapidi e immediati, che contengono sempre un sotto-testo. Che ci piaccia o no, veicolano messaggi tesi il più delle volte a mantenere lo status quo. E questo non accade solo nella comunicazione politica (Calenda che si fa dire dalla moglie come usare la lavatrice ci racconta molto degli stereotipi che reitera), ma anche e soprattutto nel mondo del marketing. Elisabetta Ambrosi ha intervistato il fondatore dell’account Instagram Aestetica Sovietica che analizza questo tipo di linguaggio e stana sessismo, misoginia, patriarcato, razzismo e omofobia.
Per la pagina culturale, Giuseppe Cesaro si occupa di “Matrix”, un romanzo di Lauren Goff che ruota attorno a una “sorella bastarda”: un’anima scintillante e indomita, contraria all’idea che il potere sia e debba rimanere questione di uomini. Persino all’interno di un convento.
Torna, infine, la satira di Amalia Caratozzolo, con il suo viaggio alla riscoperta delle favole. Dopo Barbablù, tocca alla povera Cappuccetto Rosso confrontarsi con un uomo-lupo…
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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