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il Fatto Quotidiano
7 Giugno 2023
A parole nostre

L’ultima idea geniale è venuta al presidente del Senato, Ignazio La Russa, che contro i femminicidi ha proposto una manifestazione di soli uomini. Addirittura, non si dovesse riuscire a organizzare, un flash mob in Parlamento. Nel frattempo, la destra ha portato oggi in Consiglio dei Ministri un nuovo pacchetto di misure per inasprire il contrasto alla violenza di genere: si potrà procedere anche in assenza della denuncia della vittima, i braccialetti elettronici saranno applicati in automatico (finora erano a discrezione del Gip), Questore e Procura avranno tempi più stretti per intervenire e il violento dovrà rispettare la distanza minima di 500 metri dalla donna. Sull’onda dell’emozione per il femminicidio di Giulia Tramontano, s’interviene quindi nuovamente sulle misure restrittive ma non su quelle culturali, che invece sono all’origine delle violenze. Elisabetta Ambrosi ne ha parlato con la scrittrice Dacia Maraini, la quale è convinta che, se non si cambia il modello culturale, difficilmente si otterranno dei risultati sul piano della prevenzione.

L’altra polemica di questi giorni ha riguardato il Gay Pride di Roma. La Regione Lazio ha dapprima concesso, poi negato il patrocinio alla manifestazione, su pressione dei Pro-Vita, salvo poi promettere di restituirlo in cambio delle scuse della comunità Lgbtq+ per la sua posizione favorevole sull’utero in affitto. Insomma, un pasticciaccio per il governatore Rocca, che pure è presidente della Croce Rossa internazionale, che ha tra i suoi principi fondanti quello dell’inclusione. Noi, però, vogliamo occuparci del Pride per quello che è stato, che è e che sarà: lo facciamo attraverso le parole del presidente del Circolo Mario Mieli di Roma, Mario Colamarino, che ci presenta il suo “album di famiglia”. Viene pubblicato in questi giorni, e viene allestita una mostra al Mattatoio: 40 anni di storia del Circolo attraverso le foto, i giornali, le testimonianze di chi c’era.

Valentina Mira si occupa, invece, di una querelle che ha investito la Spagna e, di rimando, tutto il mondo dell’arte. Secondo un giornalista economico del Paìs, i quadri di Picasso ultimamente venderebbero meno per colpa delle femministe, che avrebbero screditato il pittore denunciandone il maschilismo. Abbiamo chiesto il parere autorevole di Achille Bonito Oliva.

Con Angelo Molica Franco restiamo in campo artistico, volutamente per ribaltarne la prospettiva: poiché lo sguardo femminile sembra avere tanto potere, abbiamo individuato nove artiste italiane capaci di leggere la modernità secondo canoni completamente nuovi.

Chiudiamo, infine, con un appuntamento per “smanettoni”: parte venerdì da Milano, e tocca varie città, Zona Warpa, il festival dei videogiochi ribelle e itinerante. I videogame sono per tutti, affermano dal Collettivo che lo organizza, e sono un mezzo di comunicazione potentissimo. Per questo l’accesso al sapere necessario a crearli va diffuso il più possibile, liberamente e gratuitamente. Maddalena Lai ci racconta questo mondo.

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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L'intervista

Maraini: “Il clima culturale favorisce i femminicidi. Il governo la smetta di mettere bandierine”

Dall'assassinio di Giulia Tramontano alla Gestazione per altri: “La destra ha un’idea immobilista della famiglia e vorrebbe imporre i propri diktat al mondo intero. I ruoli delle persone non sono fisiologici, dipendono dalla distribuzione dei compiti stabiliti dalla società”

di Elisabetta Ambrosi

Le battaglie

Un Pride lungo 40 anni: in mostra (e in un volume) la storia del Mario Mieli di Roma

Dal 28 giugno al 30 luglio negli spazi capitolini del Mattatoio sarà allestita un'esposizione sulla storia del circolo di cultura omosessuale. Un modo per non dimenticare le conquiste fatte e per continuare a combattere per il riconoscimento dei diritti

di Mario Colamarino, presidente del Circolo Mario Mieli

Letture fantasiose

Picasso vale meno, El Paìs incolpa le femministe. Bonito Oliva: “Volgarità”

Nell'articolo di un giornalista economico, il quotidiano spagnolo annuncia la flessione nelle vendite del pittore dando la colpa al vento contrario che si respira intorno al maschilismo (anche suo). Il nostro critico: “Dichiarazioni di piccolo cabotaggio, frutto di un giornalismo che non ha nessun rispetto per la salvezza dell’arte”

di Valentina Mira

Guida ragionata

Lo sguardo femminile nell’arte: 9 italiane che non potete non conoscere

Da Marinella Senatore a Monica Marioni, da Adelita Husni-Bey a Stefania Pisone: si sono imposte sulla scena internazionale per le loro opere, capaci di ribaltare il punto di vista maschile (e maschilista) e afferrare il senso della modernità

di Angelo Molica Franco

Obiettivo inclusione

Zona Warpa: altro che smanettoni, i videogame sono strumenti politici

Una festa itinerante, che partirà da Milano e toccherà varie città, nata grazie alla volontà del Collettivo Warpo di rendere accessibili luoghi, livelli e spazi di gioco. “Forse avevamo bisogno di questo momento politico per farlo nascere”

di Maddalena Lai

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